Cingolani consigliere del governo Meloni

Cingolani consigliere del governo Meloni

Un altro segno di continuità del governo Meloni è la nomina di consigliere dell’ex ministro della Transizione ecologica Cingolani per portare avanti gli impegni presi.

Le partite aperte sul fronte energetico sono molto e troppe importanti per fare un semplice passaggio di consegne tra i due governi. Per dare un segno di continuità su questo aspetto Roberto Cingolani è stato nominato advisor per l’energia del governo entrante. Questa nomina è stata discussa anche durante il colloquio con Mario Draghi ieri. Giorgia Meloni sceglie di affidare questa delega speciale all’ex ministro che ha portato avanti tante battaglie in questi mesi da Piombino al price cap.

“Occorre terminare il lavoro sul tetto al prezzo del gas negoziato a Bruxelles e sul rigassificatore» ha spiegato ieri Cingolani, che coopererà con Meloni a titolo gratuito per «superare l’inverno vista l’emergenza in cui ci troviamo». Il fisico aiuterà, sempre nell’interesse esclusivo della nazione, la premier e il neo ministro dell’Ambiente e sicurezza energetica Fratin, a superare l’inverno.

Roberto Cingolani

L’ex ministro di Draghi come advisor di Meloni

Le conquiste di Cingolani sulle forniture di gas per ridurre la dipendenza dal gas russo sono stati tanti. L’Italia è stato infatti il paese che ha chiuso più accordi per fonti alternative di approvvigionamento di gas. Questo ha fatto si che guadagnasse rispetto in ambito europeo e internazionale. Per questo fa comodo a Giorgia Meloni avere un personaggio di alto profilo in continuità con il precedente governo così come il ministro Giorgetti al Mef, considerato il più “draghiano” dei ministri leghisti.

Ci sono negoziati importanti in futuro e avere lo spessore di Cingolani in continuità con il lavoro fatto è un modo per non far perdere di credibilità l’Italia e conquistare le battaglie in sospeso fatte finora. Ma è anche un segno di continuità tra il governo uscente e quello di Meloni dopo mesi di colloqui tra Draghi e Meloni in cui si è sviluppata una stima reciproca soprattutto dalla guerra in Ucraina e dalla condanna alla Russia della neo premier.