Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, ha parlato dell’energia rinnovabile e del governo italiano.

L’approvvigionamento energetico dell’Italia è un tema complesso, specialmente se consideriamo la guerra in Ucraina come fattore che complica notevolmente il normale consumo di energia in Italia. Non solo: l’energia è un argomento importantissimo per tutta l’Europa e per il mondo, specie pensando al fatto che l’innalzamento del livello del mare e i cambiamenti climatici metteranno a dura prova il pianeta a breve. A parlare di questi temi e del loro impatto sulla quotidianità è il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani.

Bonus 2022: tutte le agevolazioni, chi può richiederle e come si possono ottenere

Le parole del ministro

“La cosa che non si è capita è che per la prima l’Italia sta giocando una partita che riguarda noi e l’Europa. E che non è semplicemente o non solo intervenire sulla speculazione sui prezzi, ma mettere le basi per cambiare il sistema di forniture e quindi garantire la sicurezza energetica del Paese incentrato in buona parte su fonti rinnovabili. Questo l’incipit dell’intervista di Roberto Cingolani per il Corriere della Sera.

Rispetto all’impegno italiano per l’energia, Cingolani afferma: Abbiamo fatto molte cose. La prima il decreto semplificazioni dell’autunno scorso e quelli successivi di quest’anno che hanno iniziato a funzionare. Se chi abita in una casa vuole mettersi dei pannelli fotovoltaici sul tetto, fino a 200 kilowatt e non chiede incentivi, a meno che sia in un edificio vincolato. Lo stesso vale per le imprese che realizzano impianti sui tetti dei capannoni. E questo ha dato una spinta”.

Roberto Cingolani
Roberto Cingolani

Il ministro ha anche parlato di energia rinnovabile, in Italia e in Europa. “Oggi in Europa anche le tariffe dell’elettricità rinnovabile sono connessi al prezzo della produzione elettrica a gas, il mercato su cui si vende è unico. In origine la produzione a gas costava molto meno delle rinnovabili, motivo per cui le rinnovabili avevano bisogno di un incentivo pubblico. Oggi sta accadendo il contrario. Il tetto al gas che taglia i picchi di prezzo, potrebbe spingere a rivedere l’intero sistema dei prezzi e delle tariffe. Sganciare i prezzi dell’elettricità ottenuta da fonti rinnovabili che sono molto meno costose del gas significherebbe dare ai consumatori un vantaggio importante e darebbe un’ulteriore spinta alle rinnovabili stesse”.

Cingolani ha concluso parlando positivamente dell’operato del governo. Lo so che in Italia parlare bene di un governo è faticoso. Ma usciamo per una volta da quella che viene chiamata narrazione di un’Italia sempre in balia degli eventi. Nel caso del gas li abbiamo anticipati. Non solo. Abbiamo varato leggi, abbiamo preso degli impegni con l’Europa che stiamo mantenendo. Abbiamo avviato due transizioni importanti come quella digitale e quella ecologica. I risultati si iniziano a vedere con i numeri non con le parole. Potremo fare errori, ma per una volta il motore è stato acceso, la macchina è partita, l’itinerario è segnato e le prime tappe raggiunte”.

Riproduzione riservata © 2022 - NM

ultimo aggiornamento: 02-06-2022


In Italia gli stipendi non aumentano: perché?

Guerra in Ucraina, l’Italia sblocca 200 mila ettari di terreni