Cingolani: l’Italia ha raggiunto il 90% di stoccaggi

Cingolani: l’Italia ha raggiunto il 90% di stoccaggi

Il ministro della Transizione ecologica tranquillizza sulla dotazione di gas per l’Italia.

Roberto Cingolani annuncia che l’Italia ha raggiunto in anticipo il 90% di stoccaggio di gas rispetto alla scadenza di fine autunno. Lo rende noto una nota del Ministero della Transizione ecologica. “Un traguardo reso possibile dall’intenso lavoro portato avanti dal governo in questi mesi, grazie anche a Snam e al supporto di Gse e Arera”, ha detto il ministro Cingolani.

“Tale risultato ci consente di puntare verso un obiettivo ancora più ambizioso, al quale lavoreremo nelle prossime settimane, volto a raggiungere il 92-93% di riempimento degli stoccaggi, così da garantire maggior flessibilità in caso di picchi sui consumi invernali” ha continuato. Resta più cauto invece il presidente dell’Arera, autorità di regolazione per energia reti e ambiente. All’Energy Summit 2022 a Milano ha commentato come positivo questo lavoro ma ha sottolineato che non è concluso.

Roberto Cingolani

Cingolani punta su rigassificatori e price cap

Si è parlato anche del rigassificatore di Piombino, su cui l’amministratore delegato di Snam, ha ricordato che la scadenza per il via libera è il 30 ottobre. Il rigassificatore dovrebbe essere pronto per la prossima estate. L’Eni nel frattempo prospetta l’indipendenza dal gas russo entro l’inverno 2024-2025 e per questo servono più rigassificatori. Secondo Cingolani “sarebbe una beffa aver comprato le navi, avere grande disponibilità di gnl, e non riuscire a collegare alla rete il rigassificatore. Dal punto di vista della sicurezza nazionale sarebbe una assurdità».

Per quanto riguarda l’imminente però il ministro Cingolani continua a fare pressing sulla Commissione Ue per il tetto al prezzo del gas. Secondo il ministro della transizione ecologica “il problema è che la borsa del gas di Amsterdam proprio non funziona: il Ttf non riflette assolutamente la situazione del mercato e le quotazioni sono assolutamente innaturali.” L’obiettivo del price cap è evitare i “picchi inaccettabili”. “Poi occorre disaccoppiare il prezzo dell’energia per fare in modo di slegare almeno quella prodotta con le fonti rinnovabili da quello del gas».

Cingolani ci tiene a chiarire che i prezzi «non torneranno al livello di un anno e mezzo fa dopo che nel frattempo si sono in pratica decuplicati”. Con queste misure però possono essere ridotti. “Bisogna mettere in campo un nuovo disegno del mercato dell’energia, però serve tempo” sottolinea il ministro.