Zone rosse, 'scacco matto' di Salvini: i prefetti potranno sostituirsi ai sindaci

Zone rosse, ‘scacco matto’ di Salvini ai sindaci

Nuova direttiva firmata da Matteo Salvini. Il vicepremier con questa circolare permette ai prefetti di sostituirsi ai sindaci sulle cosiddette zone rosse.

ROMA – La diatriba tra i sindaci e Matteo Salvini continua. Ad aumentare la tensione è una direttiva firmata dal vicepremier nel pomeriggio di mercoledì 17 aprile 2019. Con la circolare inviata a tutti i Comuni il ministro dell’Interno permette ai prefetti di sostituirsi ai sindaci sulle cosiddette zone rosse.

In termini ancora più semplici, i prefetti potranno intervenire ogni qualvolta non viene rispettato il decreto sicurezza da parte dei sindaci. Una presa di posizione che dovrebbe trovare la dura reazione dei primi cittadini che in più di un’occasione hanno chiesto al ministro dell’Interno di avere maggiore potere per quanto riguarda la propria città. Ma ora la circolare che mette ancora più a rischio l’autonomia del sindaco con la polemica che è pronta a scoppiare.

Matteo Salvini
Matteo Salvini (fonte foto: https://www.facebook.com/salviniofficial)

Zone rosse, Matteo Salvini contro i sindaci: la direttiva del Viminale

Nel testo – riportato da La Repubblica – si legge come “il prefetto può intervenire con un’ordinanza ogni qualvolta emerga la necessità di un’azione di sistematico disturbo di talune condotte delittuose che destano nella popolazione un crescente allarme sociale. L’obiettivo è quello di smantellare le piazze di spaccio“.

La direttiva spiega nei dettagli quale sarà il nuovo ruolo dei prefetti: “Questi potranno disporre l’allontanamento di persone individuate nei centri urbani caratterizzata da una elevata densità abitativa e sensibili flussi turistici oppure che si caratterizzano di una pluralità di istituti scolastici e universitari, complessi monumentali e culturali, aree verdi ed esercizi ricettivi e commerciali“.

Questa circolare entrerà in vigore nelle prossime settimane con i prefetti che dal prossimo 31 maggio dovranno inviare al Viminale un report sul “monitoraggio condotto e sulle ricadute delle ordinanze adottate” con una cadenza trimestrale. Una presa di posizione da parte del vicepremier su una delle sue battaglie iniziate sin dalla campagna elettorale.

ultimo aggiornamento: 18-04-2019

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