Citroën DS 19: un capolavoro d’auto

La Citroën DS 19 rappresenta una pietra miliare nella storia dell’automobile. Realizzata nel 1955, sconvolse il settore con le sue straordinarie soluzioni.

Il 6 ottobre 1955 era un giovedì, a Parigi, sotto la maestosa volta del Grand Palais apriva i battenti il Salone dell’Automobile. Erano anni difficili, di ricostruzione dopo gli orrori della guerra, ma anche di grande fermento e speranza. L’evoluzione dell’auto aveva ripreso il suo cammino anche se i progettisti stentavano a scrollarsi di dosso il passato e ad imboccare strade nuove. Poi, proprio a Parigi, la Citroën presentò la DS 19 e da quel momento tutto cambiò. Designer, ingegneri e tecnici parvero risvegliarsi da un lungo torpore, fu un esplosione di novità e proposte ardite che crearono le premesse per il boom delle auto di serie a livello planetario.

La Citroën DS 19 era unica, moderna, ricca di soluzione tecniche d’avanguardia, incredibilmente affascinante. Solo nei giorni del Salone furono raccolti 12.000 ordini, nonostante il termine di consegna fornito ai clienti fosse di 15 mesi. Il progetto VGD, ovvero Voiture de Grande Diffusion che può essere tradotto con Auto di Gran Serie, risaliva addirittura al 1938, quando Pierre Boulanger divenne responsabile della gestione Citroën dopo che l’AD Pierre Michelin era rimasto ucciso in un incidente stradale. La guerra interruppe ogni sviluppo, riprese nel 1946 sotto la guida del capo progettista André Lefèbvre che affidò il disegno della carrozzeria all’italiano Flaminio Bertoni, già responsabile del design della carrozzeria della Traction del 1934. Un altro italiano, Walter Becchia sviluppò il motore. Furono ideate varie configurazioni, alla fine però, soprattutto per ragioni di costi, fu deciso di rielaborare il quattro cilindri di 1,9 litri della 11 D per arrivare a una potenza di almeno 75 CV e venne adottato un cambio semiautomatico a quattro marce.

L’altra particolarità di grande rilievo erano le sospensioni idropneumatiche completamente indipendenti con controllo automatico dell’assetto. Era merito loro l’incredibile tenuta di strada. Vista dall’esterno l’auto, nelle curve prese a forte velocità, sembrava piegarsi, mentre all’interno soltanto il guidatore percepiva quanto fosse vicino al limite. I passeggeri si godevano invece il viaggio in totale assenza di urti e vibrazioni, qualunque fossero le condizioni della strada. Non era esagerato definire la DS 19 “l’auto che viaggia sull’aria”. Il volante era gigantesco, dotato di servosterzo. La sottile leva del cambio semi automatico permetteva di inserire le marce con precisione e consentiva persino di saltarne una, per esempio se si voleva passare dalla seconda alla quarta. Tuttavia la prima non era sincronizzata.

La Citroën DS 19 non era un’auto facile da guidare, occorreva un certo tempo prima che il pilota riuscisse a prendere confidenza. Per esempio il servosistema frenante, che faceva parte del sistema idraulico centrale, aveva una potenza spaventosa. Sul pavimento il piccolo pulsante del freno andava azionato con estrema delicatezza, bisognava imparare ad accarezzarlo con la punta del piede, se non si voleva bloccare di colpo le ruote. Una volta però stabilito il feeling, la DS 19 permetteva cose incredibili per qualsiasi altra vettura dell’epoca. Soprattutto la tenuta di strada era eccezionale, come pure la frenata, non esisteva ancora l’ABS, ma in Citroën c’erano andati vicino. Gli unici limiti erano rappresentati dalla scarsa potenza a disposizione. Solo 75 CV a 4500 giri/min erano davvero troppo pochi per muovere un bestione lungo 4,80 m e che pesava 1280 kg. Da ferma la Citroën DS 19 raggiungeva gli 80 km/h, in seconda, in 12,8 secondi e i 100, in terza, in 20 secondi. Occorrevano poi tempi biblici e lunghi rettilinei per arrivare alla velocità massima di 140 km/h. In compenso si poteva viaggiare con un filo di gas a velocità da parata, divenne quindi la vettura principe dell’Eliseo.

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ultimo aggiornamento: 06-03-2015

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