Citroën DS: storia di un capolavoro

La Citroën DS, iconico simbolo dell’auto francese, ha una lunga quanto affascinante storia durata oltre vent’anni. Un successo che continua, oggi, nel mondo del collezionismo.

Dopo il debutto al Salone di Parigi del 1955 la DS 19 cominciò a girare per le strade suscitando stupore e ammirazione tra la gente. Tuttavia, dopo la fiammata iniziale, gli ordini stentavano ad arrivare. La Francia era in piena crisi algerina. La feroce guerra che divampava nell’ex colonia si ripercuoteva in attentati nelle città francesi. C’era poca voglia di cambiare auto. Di contro i dirigenti Citroën avevano un disperato bisogno di rientrare nel più breve tempo possibile dalle enormi somme spese per la realizzazione del progetto DS. Fu così deciso di allestire una versione economica priva di servosterzo e dotazioni sofisticate. Nell’ottobre del 1956 fu lanciata la ID 19 ovvero Idée (idea) 19, che sfruttava l’immagine della sorella più lussuosa e costosa per aprirsi a un mercato potenzialmente più vasto. Il successo fu notevole, divenne la rivale della Peugeot 403, in quegli anni vettura principe della media borghesia francese.

Nel 1958, in un clima generale di rinnovata fiducia, la Citroën DS si presentò con due novità importati la Break destinata a diventare la familiare alla francese e la Prestige lussuosa e raffinata limousine proposta esclusivamente in livrea nera e dotata di un vetro scorrevole di separazione tra i passeggeri del lussuoso salotto in pelle posteriore e l’autista. Commercializzata dal giugno 1959, poteva avere in opzione interfono, autoradio e telefono. Si impose subito come auto di rappresentanza di industriali e alti dirigenti.

Incredibile a credersi, ma la DS 19 iniziò anche a correre e a vincere nei rally più prestigiosi. Nel 1960 fu proposta la versione cabriolet. Incaricato dell’allestimento della Prestige, al celebre carrozziere Henri Chapron fu affidato anche il compito di “scoprire” la DS 19. Ci riuscì magistralmente creando una lussuosa cabriolet a quattro posti che non cessa, oggi, di affascinare i collezionisti di tutto il mondo per la sua straordinaria classe ed eleganza.

Nel 1961 il motore della DS 19 venne potenziato passando da 75 a 83 CV e la velocità raggiunse i 150 km/h. Nel 1962 fu rivisto il frontale: scomparvero le griglie sui parafanghi e sui paraurti furono aggiunti due rostri di gomma a forma di freccia. Le modifiche aerodinamiche permisero di portare la velocità a 160 km/h. Nel 1964 fu varata una nuova versione lusso dal nome evocativo: Pallas. Nell’ottobre 1965 debuttò un nuovo modello destinato a diventare un’icona della famiglia, la DS 21, dotata di un potente motore di 2175 cm3 capace di sviluppare 109 CV e superare i 175 km/h.

Nel 1967 la DS cambiò volto e sulle versioni di alta gamma Prestige, Pallas e Cabriolet furono montati i celebri fari supplementari a comando direzionale dinamico. La pubblicità era chiara: “con la DS illumini anche l’interno della curva prima di affrontarla”. Nel settembre 1968 fu tempo per la DS 19 di passare il testimone alla DS 20, meglio finita e più performante, ma la vera novità fu rappresentata dall’adozione sul motore della DS 21 dell’iniezione benzina a comando elettronico. Disponibile su richiesta, portò la potenza a 139 CV e la velocità a oltre 185 km/h.

Nei primi anni Settanta le modifiche riguardarono soprattutto la trasmissione. Nel 1970 il cambio divenne a cinque marce e un anno più tardi fu disponibile un cambio automatico a tre rapporti. L’ultima sostanziale evoluzione fu l’entrata in campo nel 1972 della DS 23 con motore maggiorato a 2347 cm3, potenza di 141 CV e velocità massima di quasi 190 km/h. Nel 1975 dopo vent’anni di successi, la DS lasciò la scena all’altrettanto unica ed esclusiva CX.

Una nota particolare merita la DS Presidenziale, scelta dall’Eliseo per sostituire la Traction Avant

disegnata da Franay nel 1955. Fu commissionata a Citroën nel 1967. Le specifiche erano chiare: doveva essere più lunga della Lincoln usata dal presidente degli Stati Uniti ed offrire il massimo comfort. L’allestimento fu ancora una volta affidato a Chapron. La lunghezza della DS fu portata a 6,53 metri, Gli interni furono arredati con lussuose poltrone in pelle e uno strapuntino di servizio. Fu inserito un vetro di separazione bombato e leggermente inclinato. Vennero adottati vetri elettrici, climatizzatore, illuminazione diretta e indiretta, interfono e mini bar. Il primo esemplare fu consegnato all’Eliseo il 14 novembre 1968. Divenne l’auto del “Signor Presidente” per eccellenza.

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ultimo aggiornamento: 12-03-2015

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