È stato ufficialmente annunciato il 14 maggio: a partire da quest’anno, anche il colosso statunitense Amazon si servirà del Click and Collect, uno dei servizi più ambiti dai retailer del mondo e più apprezzato dalla clientela.

Soprattutto da parte di coloro entrati ormai da tempo nell’ottica dell’e-commerce, dopo l’introduzione degli Amazon Lockers, il lancio di Counter permetterà agli acquirenti di ritirare i prodotti direttamente negli store fisici aderenti, in modo da coniugare i vantaggi dello shopping online al piacere di recarsi nei propri negozi preferiti.

Ancora una volta, Amazon non delude i suoi utenti: grazie all’introduzione del servizio in Italia e nel Regno Unito, gli acquirenti potranno scegliere personalmente dove ritirare i propri acquisti, senza dover pagar alcun costo aggiuntivo se già clienti di Amazon Prime. Se al momento il servizio è disponibile solo per i grandi store, non è da escludersi che tale possibilità venga concessa in futuro anche ai piccoli rivenditori di paese.

Click and Collect: quali possibili vantaggi?

È chiaro che un servizio come quello di Click and Collect presenti molti benefici per i suoi possibili utilizzatori, soprattutto a livello di comodità del processo d’acquisto. Oltre ai vantaggi per gli acquirenti, però, in che modo Amazon potrebbe beneficiare di una simile novità? Da un punto di vista prettamente finanziario, grande incremento potrebbero avere le azioni Amazon, tra le più remunerative degli ultimi anni.

Shopping Online
Shopping Online

Solo nell’arco di poco più di dieci anni, infatti, il titolo del colosso statunitense è salito da 34 $ per azione a quasi 1450 $ all’inizio dello scorso anno, fino ad arrivare all’attuale valore di 1850 $. Si tratta probabilmente di uno degli investimenti a lungo termine più vantaggioso degli ultimi tempi, il cui risultato è dettato in larga parte dalle strategie di business messe a punto dalla stessa azienda, Click and Collect compresa.

Oltre ai benefici per gli investitori, l’ultimo servizio introdotto da Amazon potrebbe fungere da punto di incontro tra gli amanti dello shopping online e gli amanti degli acquisti tradizionali, oltre che offrire visibilità agli esercenti aderenti. Tra questi, è possibile annoverare Giunti, Fermopoint e SisalPay per l’Italia e i negozi NEXT nel Regno Unito. A conferma di questa teoria, si è espresso recentemente Andrea Locatelli, proprietario di una cartoleria di Chiuduno, in provincia di Bergamo.

Come riportato su un recente comunicato stampa, durante la fase di sperimentazione di Click and Collect, la clientela della cartolibreria è decisamente aumentata e non si è limitata solo a ritirare i pacchi Amazon, ma anche ad effettuare piccoli e frequenti acquisti. Oltre ad accontentare i vecchi clienti, quindi, un servizio come Click and Collect può essere anche in grado di attirarne di nuovi.

Il fenomeno del Click and Collect: alcuni esempi

Quello del Click and Collect non è certo un servizio introdotto per la prima volta da Amazon. Guardando al Regno Unito, ad esempio, sono diversi i retailer che si sono dotati da tempo di un meccanismo simile: tra i più rappresentativi è possibile citare Carrefour, Lafayette, Oxylane o ancora Leclerc. Particolarmente avanzata in tal senso è anche la Germania, mentre più indietro rispetto all’Europa restano la Spagna e l’Italia, in cui solo pochi esercenti si sono già dotati di questo servizio, tra cui Zara e OVS.

Per quanto riguarda i pionieri di Click and Collect, invece, vanno ricordati eBay ed Argos, tra i primi a riconoscere i vantaggi di un simile modello di business e ad ampliare gradualmente il numero di store convenzionati. Simile, ma pur sempre unica nel suo genere, l’esperienza di Westfield London: oltre a consentire agli acquirenti il ritiro delle merci in negozio, infatti, lo store mette a loro disposizione cabine ad hoc per provare gli abiti acquistati ed eventualmente restituirli o cambiarli.

In conclusione, quello del Click and Collect si presenta come la nuova frontiera dell’e-commerce, su cui tante realtà hanno scelto o stanno scegliendo di puntare, tra cui Amazon, per l’appunto. Una scelta simile deriva proprio dalla presa di consapevolezza delle nuove esigenze dei consumatori: lo shopping, infatti, non può più concentrarsi esclusivamente online, ma deve saper coniugare la comodità della modalità di acquisto in Rete al piacere di passeggiare tra i negozi, toccare con mano gli articoli acquistati, provare gli abiti che si ha intenzione di comprare. Solo in questo modo sarà possibile superare il divario tra shopping online e offline.


Ue, vertice a Palazzo Chigi: Tria cede sulla flat tax (ma graduale)

Dl Crescita, ArcelorMittal attacca il Governo