Come funzionano i tre codici nucleari della Russia

Come funzionano i tre codici nucleari della Russia

Putin mette in allerta le forze di deterrenza contro le sanzioni: come funzionano i tre codici nucleari della Russia.

Nella giornata del 27 febbraio, il presidente russo, Vladimir Putin, ha a tutti gli effetti minacciato il mondo occidentale con le armi nucleari mettendo in allarme le forze di deterrenza. Come abbiamo visto, tra le forze di deterrenze ci sono anche quelle con armi nucleari. Ma come funzionano i tre codici nucleari della Russia?

Lo stato di allerta e la minaccia di Putin

Con l’allerta dichiarata da Putin non scatta una situazione di tipo militare. Semplicemente i reparti e i settori interessati passano in una fase di preavviso. È come se si passasse ad una fase di pianificazione, pre-preparatoria. Dal punto di vista pratico non cambia molto. Alcuni sistemi, come ad esempio le strutture dalle quali partono di missili balistici intercontinentali, sono in costante fase di allerta, questo per poter intervenire nell’immediato in caso di attacco da parte del nemico. La situazione cambia per le strutture di lancio mobili. Con la mossa di Putin questi reparti si preparano per essere operativi anche con un breve preavviso. Quindi dal punto di vista pratico Putin non ha puntato le armi nucleari contro l’Occidente. Ha fatto sapere che la Russia è pronta ad agire e a reagire in tempi brevi.

Vladimir Putin

Come funzionano i tre codici nucleari della Russia

L’attivazione delle armi nucleari funziona un po’ come negli Stati Uniti e come spesso si vede in alcuni film: ci sono le tre valigette. Una è nelle mani del Presidente, una è nelle mani del Capo di Stato maggiore e una è nelle mani del Ministro della Difesa. Per poter lanciare un attacco nucleare serve il via libera da parte di tutti e tre. Se uno solo dei tre non confermasse l’ordine o lo annullasse, l’attacco non partirebbe. Se tutti e tre invece dessero il via libera, l’attacco potrebbe partire, secondo le stime, in un arco di tempo tra i nove e i quindici minuti. Questo ovviamente nel caso in cui sia la Russia ad attaccare. Nel caso in cui il Paese si trovasse nelle condizioni di doversi difendere da un attacco nucleare sarebbe attivata una sorta di procedura semplificata.

Argomenti