Ancora polemica sulla riforma pensioni: la modificazione che sembrava volta al cambiamento, è stata messa da parte dai partiti italiani.

La riforma delle pensioni, argomento posto sul tavolo nel periodo scorso ed ampiamente discusso, ad oggi sembra essere messo da parte. Difatti i partiti hanno rimandato ad autunno la decisione per quanto riguarda le modalità per andare in pensione.

Nel caso in cui la questione pensioni dovesse continuare ad essere ignorata, a partire dal primo gennaio 2023 in poi, con la scadenza della Quota 102, si tornerà alla vecchia Fornero. L’età per l’uscita dal lavoro tornerà quindi ad essere a 67 anni.

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La Legge Fornero

Secondo quanto previsto dalla Legge Fornero, che regola le pensioni sulla vecchiaia, i lavoratori potranno andare in pensione a ben 67 anni di età e avendo un’anzianità contributiva minima di anni 20. Si tratta di una condizione difficile da accettare.

pensione anziani

Per ovviare al problema dell’età pensionistica, la cui soglia risulta essere troppo alta, è stato proposto da oltre un anno un altro piano. Si tratta della quota 41, che consiste nella pensione al compimento di 41 anni di contributi a qualsiasi età. Ma la proposta di un piano Tridico, sembra essere troppo dispendiosa per le casse dello Stato.

Per il presidente Inps Tridico “è una proposta di flessibilità, sostenibile finanziariamente e che lascia invariati i pilastri fondamentali del sistema contributivo. In sostanza si riceverebbe l’intera pensione in due tempi. Mi pare sia questo l’alveo entro il quale si possono fare proposte di flessibilità”.

In questo modo, non si non ci sarebbe flessibilità in uscita già a partire dai 62 anni e non ci sarebbe l’impatto sui conti pubblici di una misura come la Quota 41 proposta dalla Lega. Ma l’ultima parola spetta alla politica. Difatti, il governo Draghi dovrà sostenere una debole maggioranza.

Il premio Nobel dell’Economia sulla questione pensioni

Per quanto riguarda la questione pensioni sopra i 62 anni, Christopher Pissarides, che ha ottenuto il premio Nobel dell’Economia nel 2010 grazie agli studi sul mercato del lavoro, ha dichiarato: “Sessantadue anni è troppo presto adesso, che cosa fai dopo se vai in pensione a quell’età, magari cerchi un altro lavoro. Ormai si è in ottime condizioni di salute almeno fino a 70 anni. Si potrebbe pensare a un compromesso: dopo i 62 anni si dà la possibilità alle persone di ricevere una pensione parziale e di lavorare in modo flessibile, al massimo per quattro giorni la settimana”.

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ultimo aggiornamento: 14-06-2022


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