Come usare gli scarti dei carciofi: la scoperta incredibile
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Direttore: Franco Ferraro

Come usare gli scarti dei carciofi: la scoperta incredibile

Carciofi in un cesto

Foglie e gambi dei carciofi non sono rifiuti: si trasformano in tonici viso, decotti depurativi, fertilizzanti naturali e persino brodi.

Quando si pulisce un carciofo, è facile restare colpiti dalla quantità di scarti: foglie esterne, gambi fibrosi, punte spinose. L’istinto è quello di gettarli via, ma farlo significa perdere un’enorme occasione. Gli “scarti” del carciofo sono in realtà ricchissimi di proprietà benefiche per il corpo, la pelle e persino per il terreno. Utilizzarli con consapevolezza permette non solo di ridurre gli sprechi, ma anche di riscoprire pratiche antiche che oggi tornano utilissime in ottica di sostenibilità.

Carciofi in un cesto
Carciofi in una cesta piena – newsmondo.it

Decotto, acqua di cottura e tonico: gli usi salutari delle foglie esterne

Il metodo più semplice per sfruttare le foglie esterne e i gambi è la preparazione di un decotto depurativo e digestivo. Serve solo un litro d’acqua, una manciata di scarti e una cottura lenta di circa 40 minuti. Una volta filtrato, il liquido può essere bevuto caldo o freddo, lontano dai pasti, oppure aromatizzato con zenzero o limone per un gusto più piacevole. Questo decotto è noto per le sue proprietà drenanti, epatoprotettive e digestive, supportando la funzionalità del fegato e contribuendo alla riduzione del colesterolo.

Ma non finisce qui. L’acqua di cottura può anche diventare un tonico naturale per il viso. Basta lasciarla raffreddare e applicarla sulla pelle con un dischetto di cotone. Il suo effetto astringente e tonificante aiuta a ridurre la visibilità dei pori e rinfrescare l’incarnato dopo la detersione. È un modo semplice, naturale ed economico per integrare nella propria skincare quotidiana un ingrediente che altrimenti verrebbe scartato.

Compost, fertilizzanti e risotti: il carciofo torna utile anche in cucina e in giardino

Anche in giardino, gli scarti del carciofo si rivelano preziosi. Gambi e foglie, se sminuzzati, si integrano perfettamente nel compost domestico, arricchendolo di sostanze nutritive. Le parti più interne si decompongono rapidamente, mentre quelle più fibrose impiegano qualche giorno in più, ma il risultato è un fertilizzante naturale perfetto per orti e piante.

In cucina, poi, si può recuperare tutto: il brodo ottenuto con gli scarti diventa la base per un risotto dal gusto intenso. Dopo aver fatto sobbollire foglie, gambi e punte, il liquido filtrato si unisce al riso, magari con i cuori di carciofo e un soffritto di cipolla. A fine cottura, un tocco di parmigiano e pepe completa il piatto, trasformando quello che sembrava uno scarto in una ricetta gourmet e sostenibile.

In definitiva, il carciofo è una pianta che non lascia davvero nulla al caso. Ogni sua parte, anche quella apparentemente inutilizzabile, può essere recuperata e valorizzata, contribuendo a uno stile di vita più rispettoso dell’ambiente, del corpo e della tradizione.

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ultimo aggiornamento: 2 Gennaio 2026 13:54

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