Come viene raccontata la guerra dalla Russia

Come viene raccontata la guerra dalla Russia

La Russia ha il controllo dei media e le informazioni sul conflitto non sono altro che propaganda putiniana.

Mentre in tutto il mondo le immagini dei bombardamenti su città e civili parlano chiaro e non vi è dubbio sull’invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito russo, in Russia la storia viene raccontata in modo diverso. In Russia non si parla di “guerra” ma di “operazione speciale di denazificazione”. Qualche giorno fa il ministro degli esteri ha dichiarato che “la Russia non ha attaccato l’Ucraina” negando ogni forma di evidenza e oggettività. I cittadini russi vengono informati di quello che accade nel paese confinante tramite i media e la tv di stato che è sotto il completo controllo di Putin. Quello che circola, tra talk show e informazione è deviato dalla propaganda. Presentatori e giornalisti difendono la linea di Putin e il progetto del Cremlino.

L’informazione russa è soggetta a censura

Guerra Ucraina

Il programma “Zona Bianca” ha raccolto immagini e spezzoni di programmi televisivi e talk show in Russia per far capire il grado di polarizzazione della tv russa.  “I nostri ragazzi stanno schiacciando i serpenti fascisti, è il trionfo della Russia”, dice un conduttore. I conduttori sono portatori della propaganda di Putin e lo mostrano in tutti i modi. Molti indossando anche una maglietta con la “Z, il simbolo di questa guerra. Anche gli ospiti sono parte del disegno propagandistico di Putin parlando di quanto gli eroi russi stiano combattendo il presunto “nazismo ucraino”.

L’informazione diventa così deviazione dell’informazione. I telegiornali parlano di esercito russo come vittime affidando agli ucraini il ruolo dei carnefici. Per i telegiornali sarebbero i russi a proteggere i civili mentre gli ucraini continuano ad attaccare. I canali di informazioni delle tv di Stato sono sotto il pieno controllo del Cremlino e uno spiraglio di verità è fuori discussione: chi non rispetta questa linea viene censurato dall’agenzia statale delle comunicazioni, Roskomnadzor.

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