Il progetto Como continua con Cesc Fabregas in panchina. Ma come è possibile andare avanti con i giovani? Ecco i segreti.
Il Como continua a crescere e guarda al futuro con ambizione. La squadra guidata da Cesc Fabregas si prepara ad affrontare una nuova stagione con aspettative sempre più elevate, sostenuta da una società che negli ultimi anni ha investito per consolidare il proprio progetto sportivo e ritagliarsi un ruolo sempre più importante nel calcio italiano.

Il progetto Como va avanti: i segreti di Fabregas
A svelare i segreti del Como e la mentalità che accompagna il club è stato qualche giorno fa lo stesso allenatore della squadra. Alla vigilia della Como Cup, l’allenatore spagnolo ha illustrato la filosofia che guida il lavoro quotidiano della squadra. Fabregas ha spiegato che ogni stagione rappresenta un nuovo inizio e che nessuno può considerarsi arrivato. “Ogni anno portiamo sempre gente più forte, per partite sempre più belle qui a Como. Ovviamente ogni minuto conta, ogni allenamento… ogni stagione si inizia da zero. Chi ha fatto molto bene l’anno scorso deve tornare e ritrovarsi. I giocatori giovani devono dimostrarmi motivazioni. È tutto una grandissima sfida”.
Il tecnico ha poi ribadito come il progetto del Como non sia limitato ai risultati immediati, ma punti a costruire basi solide anche attraverso la crescita dei giovani. “Noi dobbiamo creare i nostri giocatori, abbiamo iniziato un percorso che non si fa in 2-3 anni”. Un concetto che trova riscontro nelle occasioni concesse ai talenti del vivaio, come Cassano e Rispoli. “Si sta dando un’opportunità a un ragazzo come Cassano, sta dimostrando delle cose. Cassano e Rispoli hanno delle opportunità, ma dobbiamo stare attenti con lui. È una stagione speciale, ma attenzione”.
Per Fabregas il talento deve sempre essere accompagnato dalla giusta mentalità: “Bisogna avere la mentalità, però sono fiducioso: la squadra è tornata con fame”.
Liberali: l’esempio del progetto
Tra le note più positive dell’estate c’è anche l’arrivo di Mattia Liberali. Fabregas ha raccontato di essere rimasto colpito dall’atteggiamento del giovane, che lo ha contattato alcuni giorni prima del raduno per iniziare subito il lavoro. “Mi ha chiamato 4-5 giorni prima di iniziare, aveva voglia di iniziare presto. Sono molto contento, in 3-4 giorni possiamo già vedere che giocatore è. Mi piace, capisce le nostre dinamiche, il nostro gioco, e poi ha tanta voglia di imparare. Capisce tutto”.
Parole che raccontano un Como determinato a crescere senza bruciare le tappe. L’obiettivo è costruire una squadra competitiva, valorizzare i giovani e alimentare una cultura del lavoro che possa consentire al club di continuare il proprio percorso di crescita stagione dopo stagione.