Coronavirus, il neo presidente designato di Confindustria Bonomi sulla fase 2: “Siamo in ritardo”. Patuanelli, “Si può ragionare a regionalizzazione delle riaperture”.

Prosegue il pressing di Confindustria sul governo per la fase 2. Ospite a Che Tempo che fa, Carlo Bonomi ha rimarcato, come fatto nei giorni scorsi, il fatto che il governo è in ritardo per quanto riguarda almeno la riapertura delle aziende e la ripresa delle attività.

Carlo Bonomi
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Il neo presidente di Confindustria Bonomi sulla fase 2: “Siamo in ritardo”

Il neo presidente di Confindustria, già nelle prime parole pronunciate dopo l’investitura e presidente designato, non ha risparmiato critiche al governo entrando a gamba tesa in una situazione emergenziale.

Ospite da Fabio Fazio Bonomi ha sottolineato come il mondo dell’economia sia in ritardo sulla tabella di marcia verso la fase 2. Un ritardo anche per quanto riguarda un aspetto meramente organizzativo come la messa in sicurezza e la messa a norma dei posti di lavoro.

“Siamo in ritardo, studiare un modello di ripartenza da qui al 4 maggio non è semplice”.

Arriva poi una critica anche alla task force guidata da Colao. Secondo Bonomi, nel team di Colao mancherebbe di un imprenditore, una voce importante da consultare se si parla anche e soprattutto di ripartenza economica.

“La task force ci ha lasciati un po’ perplessi perché se si parla di riprendere le attività avrebbe fatto piacere che almeno un imprenditore fosse componente di questa task force”.

Confindustria
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Patuanelli, “Si può ragionare a una regionalizzazione delle riaperture”

Il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli ha confermato che l’ipotesi di una regionalizzazione delle riaperture è effettivamente al vaglio del team governativo.

“Si può ragionare su una regionalizzazione delle riaperture, nelle regioni che hanno meno persone positive è più facile tracciare i contatti”, ha dichiarato a Che tempo che fa.

La sensazione è che il governo possa produrre una sorta di calendario delle riaperture che avverranno a macchia di leopardo. Si potrebbe iniziare dalle zone meno colpite e con un basso tasso di affollamento. Quindi riaprire gli uffici nelle zone dove ce ne sono pochi per evitare assembramenti difficili da contenere e monitorare.

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