Il presidente del Congo ha dichiarato lo stato d’assedio in due province dove un gruppo islamista ha provocato vittime. Félix Tshisekedi ha richiamato l’articolo 85 della Costituzione.

KINSHASA – Dichiarato lo stato d’assedio nella Repubblica democratica del Congo. “Vista la gravità della situazione, il presidente ha informato il Consiglio dei ministri della sua decisione di proclamare, ai sensi dell’articolo 85 della Costituzione, uno stato d’assedio nelle province settentrionali del Nord Kivu e dell’Ituri“, ha detto ieri sera il portavoce governativo Patrick Muyaya.

Congo, la decisione di Félix Tshisekedi

L’articolo 85 prevede che il presidente proclami uno “stato di emergenza o uno stato d’assedio quando gravi circostanze minaccino in modo immediato l’indipendenza o l’integrità del territorio nazionale, o quando causino l’interruzione del regolare funzionamento del istituzioni“. Giovedì Félix Tshisekedi aveva avvertito che stava preparando “misure radicali” di fronte all’insicurezza nell’est del Paese mentre martedì, a Parigi, aveva chiesto al presidente francese Emmanuel Macron l’aiuto della Francia per “sradicare” i gruppi responsabili della violenza.

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Pericolo islamista

La decisione del 58enne, alla guida del Paese africano dal 2019, è volta a arginare le azioni delle Forze democratiche alleate (Adf), un gruppo armato definito “di tendenza islamista“. Nella Repubblica Democratica del Congo operano, da oltre vent’anni, numerosi gruppi armati non statali. Tra questi è molto attivo il gruppo jihadista riconosciuto dallo Stato Islamico come una sua wilaya. Le ADF sono un gruppo armato d’ispirazione salafita nato nel 1995 in Uganda.


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