Il Consiglio di Stato annulla la sentenza del Tar: l’ex Ilva può riprendere la produzione anche negli impianti dell’area a caldo.

Il Consiglio di Stato dispone l’annullamento della sentenza del Tar che aveva disposto lo spegnimenti degli impianti dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto a causa dell’inquinamento. L’impianto quindi, alla luce delle disposizioni del Consiglio di Stato, potrà continuare a produrre e lavorare senza restrizioni.

Ex Ilva, la decisione del Consiglio di Stato: illegittima l’ordinanza del Tar

La decisione è arrivata dopo la sentenza del Tar era stata impugnata dall’ex ArcelorMittal, dall’Ilva e da Invitalia, coinvolta in quanto alla guida dello stabilimento in amministrazione straordinaria.

Il Consiglio di Stato ritiene che “va dichiarata l’illegittimità dell’ordinanza impugnata e ne va conseguentemente pronunciato l’annullamento perché il potere di ordinanza non risulta suffragato da un’adeguata istruttoria e risulta, al contempo, viziato da intrinseca contraddittorietà e difetto di motivazione“.

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Nessun pericolo superiore rispetto a quello legato allo svolgimento dell’attività industriale

Tra le motivazioni che hanno portato il Consiglio di Stato ad annullare la sentenza del Tar c’è quella secondo cui i dati sugli impianti per i quali era stato disposto lo stop non evidenziano un pericolo anomalo o comunque superiore rispetto a quello standard legato allo svolgimento dell’attività industriale.

Inoltre l’ordinanza del sindaco di Taranto sarebbe stata diramata senza un presupposto di legge. Nel corso dell’analisi non sono emersi “fatti, tali da evidenziare e provare adeguatamente che il pericolo di reiterazione degli eventi emissivi fosse talmente imminente da giustificare l’ordinanza contingibile e urgente, oppure che il pericolo paventato comportasse un aggravamento della situazione sanitaria nella città di Taranto, tale da indurre ad anticipare la tempistica prefissata per la realizzazione delle migliorie“.


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