Consiglio europeo 12-13 dicembre 2019. Accordo raggiunto sul Green deal, tutti i paesi firmano il patto. L’Eurosummit accoglie le richieste di Conte sul Mes.

Inizia all’insegna dell’alta tensione il Consiglio europeo. Se Ursula von der Leyen ha presentato il Green deal “come l’uomo sulla luna“, i Paesi che compongono il blocco dell’Est rischiano di far saltare tutto ponendo il veto. Le buone notizie – per l’Italia – arrivano sul caso Mes: Giuseppe Conte aveva chiesto la modifica delle conclusioni. La sua richiesta è stata approvata.

Modifiche al Mes, l’Eurosummit accoglie la richiesta di Giuseppe Conte

Arriva la svolta sul caso Mes, con l’Eurosummit che ha accolto la richiesta di Giuseppe Conte di modificare le conclusioni. La modifica dovrebbe interessare lo svolgimento del negoziato. Il premier avrebbe chiesto che venisse esplicitato il fatto che le negoziazioni debbano procedere oltre il mese di gennaio. L’approvazione, stando a quanto si apprende, non dovrebbe cambiare in maniera significativa la tabella di marcia stilata dall’Ue, che prevede la conclusione della discussione entro i primi mesi del 2020.

Giuseppe Conte Consiglio europeo
Fonte foto: https://www.facebook.com/eucouncil

Consiglio europeo, tensioni sul Green deal: accordo trovato

La von der Leyen aveva presentato ai capi di Stato europei il suo piano per trasformare l’Europa in un continente a emissioni zero entro il 2050. incassando il sostegno pieno di Germania e Italia

Charles Michel, che presiede il Consiglio europeo, al suo arrivo a Bruxelles aveva confermato come la priorità del vertice siano i cambiamenti climatici e la tutela dell’ambiente.

I Paesi che compongono il blocco dell’Est hanno fatto muro. Uno dei nodi era legato al bilancio pluriennale europeo. I Paesi dell’Est sono quelli dipendenti dalle fonti fossili e hanno avanzato pretese economiche ingenti per la conversione energetica e il passaggio a un’economia sostenibile dal punto di vista ambientale.

Al termine di un duro confronto durato diverse ore, Charles Michel ha annunciato un’intesa unanime. Tutti i paesi hanno firmato il piano avviando ufficialmente il percorso per la riconversione energetica che dovrebbe concludersi nel 2050.

Scontro sul nucleare

Poi c’è il capitolo nucleare, con la Francia di Macron decisamente poco allineata con i vertici della nuova Unione europea. La richiesta della Francia, ma non solo, era che il nucleare rientrasse nell’elenco delle fonti di energia verde, proposta non condivisa dai vertici Ue. Al termine del vertice è stato deciso che ogni paese deciderà in maniera autonoma il proprio mix energetico.

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