Conte, “Stiamo lavorando per capire se si deve intervenire ancora”

Conte, “Stiamo lavorando per capire se si deve intervenire ancora”

Emergenza coronavirus, Conte: “Stiamo lavorando per capire se si deve intervenire ancora. L’impennata sta mettendo in discussione la Didattica in presenza”.

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha parlato in occasione del Festival de Il Foglio facendo il punto sull’emergenza coronavirus in Italia.

Coronavirus, Conte: “Per la portata di questa seconda ondata non c’è un manuale…”

Il premier ha confermato che gli esperti e il governo stanno monitorando i dati in attesa di conoscere gli effetti delle misure adottate con il dpcm del 24 ottobre e non si escludono nuovi interventi, qualora fossero necessari.

Per la portata di questa seconda ondata non c’è un manuale né una palla di vetro, i numeri sono molto preoccupanti in tutta Europa […].I criteri sono massima precauzione, adeguatezza e proporzionalità. Noi siamo sempre flessibili […]. Stiamo lavorando per capire se si deve intervenire ancora“.

Giuseppe Conte

La scuola

“La curva sta subendo una impennata così rapida che rischia di mettere in discussione la didattica in presenza, alcuni presidenti di regione lo hanno fatto, non è il nostro obiettivo, noi continuiamo a difendere fino alla fine la didattica in presenza. Ma dobbiamo mantenerci vigili per seguire e assicurare la tutela della salute de tessuto economico”, ha evidenziato il premier come riferito dall’ANSA.

“In mezzo a tante incognite, una certezza c’è: la chiusura delle scuole non produce gli stessi effetti per tutti. La forbice sociale si allarga, il conto lo pagano i più deboli. Ci sono territori in cui la chiusura delle scuole è sinonimo di dispersione scolastica. E la dispersione scolastica – chiamiamo le cose con il loro nome – equivale all’abbandono dei ragazzi”, ha scritto Lucia Azzolina sui social parlando dell’ipotesi della chiusura della scuola.

La corsa al vaccino

Giuseppe Conte ha parlato anche del vaccino, atteso entro dicembre per coprire almeno le fasce più fragili.

“Confidiamo di averlo a dicembre ma bisogna comprendere che arriveranno qualche milione di dose per Paese, quindi dovremo fare un piano condiviso a livello europeo per intervenire sulle fasce più fragili e via via per le altre categorie”.

Il confronto tra il governo e le opposizioni

Il Presidente del Consiglio ha poi parlato del confronto con le Opposizioni.

“Ho chiamato i presidenti di Camera e Senato, ho chiesto loro se c’è la possibilità di trovare uno strumento o un luogo dove confrontarsi in tempi rapidi con il Parlamento […]. E’ una esigenza, quando ci sono da prendere misure in tempi rapidi, che ci sia un luogo di confronto”. Conte ha parlato nello specifico di “un tavolo di confronto. Il governo sarebbe ancora più sereno, prendendo decisioni e coinvolgendo tutti gli attori, è giusto che sia così”.

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