Contraffazione pellet, sequestrato combustibile che “non scalda”

Contraffazione pellet, sequestrato combustibile che “non scalda”

Imprenditore arrestato per la vendita contraffatta del pellet: la sua capacità calorifera non è davvero quella indicata sui sacchi.

Difficoltà per i cittadini italiani nel fronteggiare la crisi energetica, e l’inverno si prospetta sempre più freddo. Poi, c’è anche chi vuol tentare di vendere la proprio merce in maniera fraudolenta. Succede a Satriano di Lucania, dove la guardia di finanza ha arrestato un imprenditore che stava per mettere sul mercato del pellet con indicazioni relative al “potere calorifero” sovrastimate.

Arresto Polizia

La crisi energetica spinge gli italiani a trovare alternative, anche illecite, pur di vendere la propria merce. I prezzi del pellet sono aumentati a dismisura e le famiglie evitano anche il suo acquisto. Ma cosa potrebbe far cambiare idea? Di certo una capacità di riscaldamento del combustibile maggiore: converrebbe davvero… se solo fosse vero.

Il titolare di un’impresa di Satriano di Lucania è stato denunciato per frode: stava per mettere sul mercato il combustibile con indicazioni relative al “potere calorifero” sovrastimate. I militari della guardia di finanza, nell’ambito dei controlli per il contrasto alla contraffazione, tutela del “made in Italy” e sicurezza prodotti, hanno sequestrato ben 10.500 chili di pellet da riscaldamento.

Secondo gli investigatori il pellet era pronto a essere venduto con l’indicazione di capacità di produrre calore ampiamente elevate rispetto alla realtà. I valori chimici e fisici indicati sui sacchi rilevavano prestazioni irrealistiche (il cosiddetto “potere calorifero”) ma fortunatamente non sono finiti nei centro commerciali e nelle ferramente. Questo valore può essere definito come la capacità del pellet di emettere calore, e in questo caso il consumatore stava per essere truffato a causa delle sue irreali caratteristiche.