Coprifuoco, cosa succede a maggio

Coprifuoco, cosa succede a maggio

Coronavirus, questione coprifuoco: cosa succede a maggio. Le ipotesi al vaglio del governo in vista del check di metà mese.

Il governo si appresta a confrontarsi sui numeri dell’emergenza sanitaria per fare il punto della situazione su coprifuoco e riaperture nella seconda metà del mese di maggio. E come di consueto nella maggioranza ci sono anime decisamente diverse. Ci sono i rigoristi, che spingono per un atteggiamento prudente, e ci sono gli aperturisti. E come se non bastasse i due fronti non sono compatti. Anzi, tutt’altro…

Coprifuoco, cosa succede a maggio: le ipotesi

Sostanzialmente sono tre gli scenari possibili nella seconda metà del mese di maggio per quanto riguarda il coprifuoco.

Nel primo caso, la situazione resta invariata fino alla fine del mese. Quindi coprifuoco dalle 22.00 alle 5.00 del mattino seguente fino a giugno. Si tratta di una posizione dura rispetto numeri dell’emergenza che, a livello nazionale, testimoniano un considerevole miglioramento della situazione.

Il secondo scenario è quello di una soluzione intermedia: inizio del coprifuoco posticipato alle 23.00 o alle 00.00. Questa è la richiesta che di fatto rimbalza su radio, telegiornali e giornali da quando è stato presentato il decreto Riaperture. Per consentire ai ristoranti aperti a cena di poter davvero sfruttare la riapertura c’è bisogno di posticipare l’inizio del coprifuoco, sostengono in molti. Alla luce della situazione epidemiologica, questa potrebbe essere la soluzione più realistica. Resta da capire a che ora possa essere fissato l’inizio del divieto di circolazione.

Terzo scenario, cancellazione del coprifuoco. Al terzo scenario l’Italia dovrà arrivare in tempi brevi anche perché per ospitare alcune partite-chiave degli Europei, a porte (parzialmente) aperte per giunta, bisogna inevitabilmente intervenire sul coprifuoco. Sembra probabile che a metà maggio si possa procedere con uno slittamento del divieto di una o due ore, per poi intervenire nuovamente a distanza di quindici giorni, quindi a inizio giugno, per cancellare il divieto di circolazione notturno.

Polizia

Centri commerciali, ville per le feste private e non solo: i nodi da sciogliere

Il check di metà mese potrebbe e dovrebbe trasformarsi anche in un’occasione per fare il punto della situazione sulle riaperture non calendarizzate, come quella dei centri commerciali nel fine settimana e come quella dei locali per le feste di matrimonio. Anche questo argomento diventerà un terreno di scontro tra le diverse anime del governo. Come di consueto la parola finale spetta al premier Mario Draghi.

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