Confcommercio, 40.000 aziende circa sono a rischio usura. Resta alta l’attenzione delle autorità competenti.

Sono 40.000 circa, stando alle stime di Confcommercio, le aziende a rischio usura per effetto della crisi economica legata alla’emergenza sanitaria per il coronavirus.

Confcommercio, 40.000 aziende a rischio usura

Secondo Confcommercio, si tratta di “un fenomeno che risulta in crescita e che è ancora più grave, in particolare, nel Mezzogiorno e nel comparto turistico-ricettivo“.

Non è una novità il fatto che la situazione venutasi a creare a causa del coronavirus abbia aumentato l’esposizione delle imprese all’azione di organizzazioni criminali.

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Confcommercio
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L’emergenza sanitaria e la crisi economica

La causa principale del fenomeno è evidentemente la sensibile riduzione degli introiti. Migliaia di attività italiane hanno fatto registrare un considerevole calo di fatturato che ha comportato una minor disponibilità di contanti e quindi una maggiore difficoltà nell’accedere alle linee di credito. Ma questa è solo una panoramica parziale di un contesto decisamente complesso, difficile da analizzare ma che le autorità competenti stanno monitorando ormai da mesi con la massima attenzione.

Guardia di Finanza
Guardia di Finanza

L’attività di monitoraggio da parte delle autorità competenti

Anche dal Viminale in effetti era partito l’allarme legato alle infiltrazioni delle organizzazioni criminali, pronte ad approfittare dell’emergenza economica per ampliare i propri interessi. Resta quindi altissima l’attenzione delle autorità, chiamate a preservare innanzitutto le aziende, e quindi gli imprenditori, e poi la salute del mercato.

Uno dei rischi principali è che le organizzazioni criminali possano infiltrarsi in quei settori che dovrebbero essere interessati dagli investimenti legati al piano di riforme finanziato con i soldi del Recovery fund.

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