L'Europa ha sottovalutato l'emergenza coronavirus. Era già il 18 febbraio...

L’Europa ha sottovalutato l’emergenza coronavirus. Ed era già il 18 febbraio…

Emergenza coronavirus, l’Europa ha sottovalutato i rischi. La ricostruzione di Repubblica, che ha visionato il documento finale della riunione dei delegati Ecdc.

L’Europa ha sottovalutato l’emergenza coronavirus. Questo è quanto emerge dalla ricostruzione de la Repubblica, che ha avuto modo di visionare il documento finale della riunione dei delegati del Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie che si svolse in Svezia il 18 e il 19 febbraio.

L’Europa ha sottovalutato l’emergenza coronavirus

Era il 18 febbraio quando iniziava il vertice del Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie (Ecdc). Il vertice sarebbe durato due giorni. In Italia ancora non era stato diagnosticato il primo caso di contagio interno, ma sarebbe avvenuto a distanza di pochi giorni.

Coronavirus

Le domande senza risposta

Stando a quanto riferito da la Repubblica l’Ecdc avrebbe ignorato o meglio sottovalutato i rischi legati al coronavirus e alla sua rapida diffusione che in meno di un mese avrebbe travolto gli Stati europei.

Di fatto il vertice si conclude con tante domande cruciali rimaste senza una risposta, e una delle preoccupazioni principali sarebbe stata quella di evitare di scatenare il panico. Che sarebbe stato immotivato. E invece…

Tutte quelle domande senza risposta si sarebbero ripresentate con prepotenza nel giro di venti giorni, quando inizierà una vera e propria corsa contro il tempo per assicurarsi ventilatori polmonari, mascherine e dispositivi di protezione individuale.

Tra i temi irrisolti c’è anche quello delle mascherine. Emerge il problema della carenza di dispositivi di protezione individuale ma niente si muove. L’Europa della salute prende atto del problema ma non si muove di conseguenza.

E ancora il 18 e il 19 febbraio l’Europa sembrava convinta del fatto che il pericolo principale fosse quello cinese e che difficilmente il virus avrebbe preso piede nel Vecchio Continente. E in effetti anche illustri professori che sarebbero diventati noti al grande pubblico di lì a poco continuavano a minimizzare.

ultimo aggiornamento: 19-05-2020

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