Fontana al governo: “Decreto riduttivo, i lombardi seguano le nostre disposizioni”

Fontana al governo: “Decreto riduttivo, i lombardi seguano le nostre disposizioni”

Emegenza coronavirus, scontro tra Attilio Fontana e il governo: “Il decreto mi sembra un po’ riduttivo rispetto alle nostre proposte”.

Si riaccende lo scontro tra la Regione Lombardia e il governo sull’emergenza coronavirus, con il Governatore Attilio Fontana che sembra viaggiare a una velocità diversa da quella del premier Conte. E la differenza di passo è comprensibile. Fontana deve gestire un territorio messo in ginocchio dall’epidemia. Il Presidente del Consiglio deve fare una sorta di media nazionale e deve muoversi con prudenza.

Emergenza coronavirus, Attilio Fontana contro il governo: “Il decreto mi sembra un po’ riduttivo…”

Nella prima parte della sua intervista a il Corriere della Sera, il governatore della Lombardia Attilio Fontana ha aspramente criticato il decreto firmato da Giuseppe Conte. Le misure adottate sarebbero riduttive e non sarebbero state concordate con le Regioni.

“Mi sembra un po’ riduttivo rispetto alle misure che avevamo predisposto noi. Perché non chiudere tutti gli studi professionali, gli uffici pubblici e gli alberghi? E i cantieri edili? Avevamo anche il consenso dell’associazione dei costruttori! E il divieto di andare nelle case di vacanza? Qualcuno mi deve spiegare il perché. Hanno detto che c’è il consenso di tutte le Regioni, ma se è così manca quello della Lombardia”.

L’invito ai lombardi è quello di attenersi alle disposizioni regionali. Una rottura con il governo centrale.

“Ai cittadini dico di attenersi alle nostre disposizioni contenute nell’ordinanza che ho firmato sabato. Si tratta di elementi certi e chiari sia dal punto di vista delle prescrizioni, sia per quanto riguarda le tempistiche”.

Fonte foto: https://www.facebook.com/fontanaufficiale/

Fontana, “Nostre misure valutano due interessi: salute pubblica ed economia”

Nella parte conclusiva della sua intervista Fontana ha parlato della reazione delle aziende di fronte alle nuove restrizioni imposte prima dalla Lombardia e poi, in misura differente, dal governo centrale.

“Dall’inizio abbiamo sempre detto e ripetuto che queste misure sono il frutto di una valutazione che cerca di tenere insieme due interessi: la salute pubblica e l’economia, entrambe fondamentali. Noi ci siamo spesi molto anche nel fare moral suasion nei confronti di Confindustria Lombardia, che si è impegnata con noi ma che, per esempio, al momento del primo decreto stava ancora aspettando garanzie sulla cassa integrazione. Dopodiché l’interlocuzione è avvenuta anche a livello centrale, a Roma”.

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