Emergenza coronavirus, si valuta lo stop delle cartelle esattoriali fino al prossimo mese di marzo.

Con l’Italia in piena emergenza coronavirus, con nuove chiusure all’orizzonte e con i ristori che tardano ad arrivare, si avvicinano le prime scadenze fiscali del 2021. Una valanga di cartelle fiscali che rischiano di mettere in ginocchio migliaia di persone e attività commerciali. Per questo motivo i governo starebbe valutando la possibilità di intervenire con un decreto per rimandare le scadenze fiscali ormai prossime.

I pagamenti ad inizio 2021

Nel caso in cui il governo non disponesse un nuovo stop, nelle prossime settimane si procederà con il pagamento di cartelle esattoriali, multe, ipoteche e via discorrendo. Inoltre riprenderanno gli accertamenti delle autorità competenti.

Il dato di fatto è che la situazione epidemiologica non è cambiata. Anzi, la fine del 2020 è stata caratterizzata da misure ancora più stringenti per migliaia di commercianti e lavoratori. E l’inizio del 2021 potrebbe essere dello stesso tenore. Non dovrebbe cambiare molto, per intenderci, nella speranza che non arrivi una terza ondata di contagi. A quel punto si cambierebbe sì, ma addirittura in peggio. In questo contesto si arriva alle prime scadenze fiscali del nuovo anno. Tradotto, lo Stato bussa alla porta per riscuotere.

In poche parole il governo si trova ad un bivio scomodissimo, anche perché dovrebbe riscuotere nelle prossime settimane anche pendenze pre-Covid, quindi pagamenti che dovevano essere effettuati prima della pandemia e che poi sono stati congelati. Al contempo è innegabile che la situazione dei contribuenti sia peggiorata in maniera considerevoli nel corso dell’ultimo anno. Quindi chi non poteva pagare prima sicuramente non potrà farlo adesso. E molti di quelli che prima avrebbero potuto pagare oggi non avrebbero le disponibilità per farlo almeno senza avvicinarsi pericolosamente al rosso.

Stop delle cartelle esattoriali nel 2021: si pensa ad un nuovo decreto

Il governo sarebbe al lavoro per un decreto con il quale fermare le cartelle esattoriali fino al prossimo mese di marzo, quindi uno stop di due mesi. Il Ministero dell’Economia è al lavoro per trovare la quadra economica che possa effettivamente consentire al governo di procedere con lo stop.

Soldi euro
Soldi euro

Le ipotesi a lungo termine

Una delle ipotesi al vaglio del governo è quella della rottamazione quater che andrebbe ad interessare gli anni dal 2016 al 2019. Si procederebbe quindi con una rateizzazione conveniente del pagamento senza interessi e senza sanzioni. Il quadro potrebbe essere completato con un nuovo saldo e stralcio che porterebbe alla cancellazione automatica di cartelle piccole, magari fino a mille euro.

Dalla ministra Castelli inoltre arriva l’ipotesi della cancellazione del magazzino. Si tratta delle pratiche più vecchie di cinque anni. Pratiche che rallentano l’iter di riscossione, impegnano personale, tempo e risorse e spesso si risolvono comunque con una mancata riscossione di denaro da parte dello Stato.

La battaglia delle Opposizioni

Lo stop alle cartelle esattoriali è una delle battaglie ormai di vecchia data del Centrodestra. Si tratta di una proposta evidentemente condivisibile e secondo molti necessaria. Il problema è che rappresenta un grande ostacolo per il Ministero dell’Economia, chiamato a far quadrare i conti. E il governo non può permettersi di rinunciare agli introiti che arrivano dalle tasse. Odiose certo, ma che in qualche modo rappresentano una boccata d’aria per le casse dello Stato.

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ultimo aggiornamento: 04-01-2021


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