Coronavirus, quando arriverà il vaccino in Italia? E a chi saranno somministrate le prime dosi? Speranza, “Avremo poche dosi”.

Arrivati al mese di settembre, in Italia si inizia a riflettere seriamente e concretamente sul vaccino contro il coronavirus. L’arma principale contro il Covid19 dovrebbe arrivare in tempi anche relativamente brevi anche nel nostro Paese.

Coronavirus, in Italia le prime dosi del vaccino entro la fine del 2020?

Il Ministro della Salute Roberto Speranza ha fatto sapere di aspettarsi le prime dosi entro la fine del 2020. Ma come specificato in occasione delle ultime interviste e degli ultimi interventi pubblici, il problema è legato alla distribuzione.

Roberto Speranza
Roberto Speranza

I vaccini arrivati alla Fase 3

Il vaccino atteso in Italia è quello sviluppato dall’Università di Oxford e prodotto da AstraZeneca, ma esistono altri prodotti in fase avanzata e che potrebbero essere disponibili nei prossimi mesi.

I vaccini arrivati alla fase 3 sono addirittura otto, molto diversi tra loro. Alcuni sono vaccini basati su vettori virali, altri si basano su virus inattivati, mentre altri si basano sull’Rna.

In realtà i tempi della fase 3 non sono prevedibili. Si tratta di somministrare il vaccino a decine di migliaia di persone (40.000 circa, i numeri variano ma serve un campione significativo). Per la messa a punto possono volerci dai sei mesi (in fase emergenziale come quella che stiamo vivendo) agli anni.

In via eccezionale, le case farmaceutiche hanno iniziato a produrre i vaccini già durante la fase di sperimentazione. In tempi normali questo avviene solo al termine dei test clinici. Si è deciso di cambiare l’iter tradizionale per avere una scorta di vaccini già disponibile al momento della validazione e quindi del definitivo via libera.

Coronavirus
Coronavirus

Prime dosi ad anziani e medici: il piano del Ministro Speranza

L’Italia dovrebbe ricevere due o tre milioni di dosi entro la fine dell’anno. Quantità esigue che richiedono una riflessione. A chi somministrare il vaccino? L’intenzione del Ministro della Salute sarebbe quella di andare a coprire i soggetti a rischio. Le prime dosi dovrebbero andare agli anziani e quindi ai medici. Lo scopo è quello di mettere al sicuro i soggetti fragili e quelli più esposti al virus, quindi altamente a rischio. Un occhio di riguardo sarà riservato inevitabilmente alle Rsa, luoghi iconici dell’emergenza coronavirus.

Quando il vaccino arriverò il problema sarà un altro, decidere a chi darlo. All’inizio ne avremo poche dosi, due o tre milioni. La mia proposta è che sia gratuito e che arrivi prima agli operatori sanitari e agli anziani con patologie, in particolare nelle RSA“, ha dichiarato Speranza ai microfoni de il Corriere della Sera.

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ultimo aggiornamento: 08-09-2020


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