Il nuovo report dell’Iss sulla variante inglese: “E’ più trasmissibile del 37 per cento, con punte al 60 per cento”.

ROMA – E’ stato pubblicato il nuovo report dell’Iss sulla variante inglese. Secondo lo studio, la mutazione attualmente in circolo nel nostro Paese può avere una trasmissibilità superiore del 37% rispetto al ceppo originale, con punte che arrivano anche al 60%.

La stima – si legge nell’aggiornamento delle Faq – induce a considerare l’opportunità di aumentare le misure di controllo che possono andare dal contenimento di focolai nascenti alla mitigazione“.

Speranza: “Accelerare sui vaccini”

L’aumento dei contagi preoccupa non poco il Governo. Nell’ultima Conferenza Stato-Regioni il ministro Speranza ha chiesto alle regioni una nuova accelerazione sui vaccini. “Negli ultimi tre giorni – le sue parole – ci sono state 100mila somministrazioni in media. Le dosi in arrivo e quelle a disposizioni ci consentono una ulteriore accelerazione. La situazione è seria, non possiamo permetterci riaperture“.

Cambio di passo che potrebbe arrivare già nelle prossime ore. Secondo quanto riportato dall’Ansa, il titolare della Salute è pronto a chiedere all’Aifa il parere sulla somministrazione di una dose sola e subito dopo ci sarà la pubblicazione della circolare.

Roberto Speranza
Roberto Speranza

Fondazione Gimbe: “Serve un cambio di strategia”

Aumento dei casi registrato anche dal nuovo report settimanale della fondazione Gimbe. “Per uscire dalla pandemia – ha sottolineato il presidente Nino Cartabellotta – è necessario un netto cambio di passo del Governo Draghi. Innanzitutto, incrementare le forniture lavorando ad accordi vincolanti tra Europea e aziende produttrici ed eventuale produzione contro terzi in Italia, oltre ad accelerare le somministrazioni attraverso uno stretto monitoraggio regionale per identificare eventuali criticità. In secondo luogo, le Regioni devono applicare con massima tempestività e rigore le zone rosse locali per evitare lockdown più estesi e arginare gli effetti della terza ondata. Infine, Governo e Regioni devono concertare una programmazione di riaperture a medio-lungo periodo, condividendo con la popolazione obiettivi realistici per un graduale ritorno alla normalità, evitando di fissare scadenze illusorie, perché l’agenda del Paese è ancora dettata dal virus“.

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ultimo aggiornamento: 25-02-2021


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