Coronavirus, più rischio contagio tra gruppi sanguigni compatibili

Coronavirus, più rischio contagio tra gruppi sanguigni compatibili

Coronavirus, rischio contagio tra gruppi sanguigni compatibili. I risultati di uno studio italiano.

ROMA – Il rischio di contagio da coronavirus tra gruppi sanguigni compatibili è molto alto. A dirlo è uno studio italiano pubblicato sulla rivista internazionale PLoS One. Secondo quanto riferito da Today, la ricerca ha confermato quanto ipotizzato in un primo momento dall’università di Nantes.

Gli studi hanno ipotizzato con un modello teorico che l’infezione da Covid segue esattamente le regole valide per le compatibilità di sangue, fondamentali per le trasmissioni. Nei prossimi mesi ci potrebbero essere importanti novità con degli approfondimenti sulle catene di trasmissione registrate in questo anno e mezzo in famiglia.

L’Istituto italiano di tecnologica: “Solida base teorica per ulteriori sperimentazioni in vitro”

L’istituto italiano di tecnologia ha parlato di “risultati che forniscono una solida base teorica per ulteriori sperimentazioni in vitro e in vivo sui meccanismi di trasmissione del virus e potrebbe fornire, se confermata sperimentalmente, indicazioni specifiche utili per predire l’andamento di un contagio in una popolazione in assenza di misure sanitarie adeguate o a mantenere un distanziamento fisico più efficace, selezionando ad esempio i soggetti in base ai gruppi sanguigni nella costituzione di una classe di scuola o nell’organizzazione dei turni di lavoro […]“.

Laboratorio Coronavirus

Uno dei ricercatori: “Nei Paesi dove c’è una prevalenza del gruppo 0 l’infezione è stata molto veloce”

A spiegare lo studio è stato Mattia Miotto, ricercatore dell’IIT e primo autore dello studio. “Quello che emerge da questo modello – ha spiegato l’esperto – è che chi ha il sangue appartenente al gruppo AB può essere infettato da qualsiasi individuo mentre chi è 0 può contagiare chiunque senza discriminazioni di gruppi sanguigni. Nei Paesi, come l’Italia e il Sud America, in cui c’è una prevalenza del gruppo 0, l’infezione, infatti, è stata subito molto veloce rispetto ad altri Paesi asiatici ad esempio in cui i gruppi sanguigni sono più omogeneamente distribuiti“.

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