Il sistema sanitario italiano impreparato all’emergenza coronavirus ‘per colpa’ della politica dell’Austerity dell’Ue?

Il sistema sanitario italiano non sarebbe stato pronto di fronte all’emergenza coronavirus a causa della politica dell’Austerity dell’Ue. Questo a – a grandi linee – è il risultato di uno studio condotto da due economisti della Berlin School of Economics and Law e da un consigliere economico della Cancelliera tedesca Angela Merkel.

Di seguito il testo dello studio.

L’Austerity dell’Ue avrebbe contribuito all’indebolimento del sistema sanitario italiano, impreparato di fronte all’emergenza coronavirus

L’Austerity fiscale imposta dall’Unione europea avrebbe gravato sul sistema sanitario italiano, arrivato impreparato ad affrontare un’emergenza sanitaria che ha travolto il mondo.

Questa è la riflessione che emerge da uno studio condotto da due economisti della Berlin School of Economics and Law e da un consigliere economico di Angela Merkel. Lo studio in questione è stato pubblicato sulla rivista Intereconomics. Rivista tedesca.

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Le ‘responsabilità europee’

Secondo gli studiosi ci sarebbe un filo rosso neanche tanto sottile che collegherebbe la riduzione degli investimenti nella sanità, o meglio i tagli alla sanità, e la politica dell’Austerity che l’Ue ha portato avanti per anni, o meglio per decenni arrivati nel 2020.

A livello generale, c’è una corrente di pensiero secondo cui sarebbe errato parlare dell’emergenza coronavirus senza fare riferimento alle responsabilità dell’Europa.

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I tagli dell’Italia e i paletti dell’Ue

Per quanto riguarda l’Italia, i continui tagli alla sanità non rappresentano una novità, purtroppo hanno smesso di fare notizia nel corso degli ultimi anni. Ma si tratta di una strategia suicida che ha presentato il conto. Salatissimo. Lo ha fatto nel peggiore dei modi, mettendo il Paese di fronte a una pandemia.

La novità interessante che emerge dallo studio, è che le responsabilità dei tagli alla sanità potrebbero in qualche modo essere riconducibili anche alla politica dell’austerità dell’Unione europea.

Si profila una sorta di circolo vizioso. L’Italia, per soddisfare i criteri e le richieste di Bruxelles, avvia una serie di tagli alla spesa pubblica. Decidere su cosa tagliare non è mai cosa semplice, e nel calderone dei tagli ci finisce diverse volte il sistema sanitario italiano. La scelta è sciagurata e la responsabilità è tutta italiana, ma se l’Ue fosse stata meno stringente e pressante l’Italia si sarebbe risparmiata almeno una parte dei tagli.

Alessandro Bramucci, uno degli autori dello studio, ha parlato ai microfoni dell’HuffPost: “I trattati europei impongono politiche di consolidamento fiscale e di rientro del debito pubblico nei parametri prestabiliti. In Italia ed in altri paesi del sud Europa questo si è tradotto in tagli alla spesa pubblica in settori di fondamentale importanza per la popolazione come appunto la sanità“.

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ultimo aggiornamento: 29-06-2020


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