Via libera dell'Aifa alla sperimentazione dell'antivirale Avigan

Via libera dell’Aifa alla sperimentazione dell’antivirale Avigan

L’Aifa ha dato il via libera alla sperimentazione dell’antivirale Avigan per il coronavirus. Veneto e Lombardia pronti a testare il farmaco.

MILANO – L’Aifa ha dato il via libera alla sperimentazione dell’antivirale Avigan per il coronavirus. Dopo le richieste avanzate da Lombardia e Veneto, l’Agenzia Italiana del farmaco ha deciso di approfondire meglio il medicinale giapponese che, secondo un farmacista romano, proprio in terra nipponica ha dato risultati importanti sui pazienti affetti da Covid-19.

Lombardia e Veneto sono in prima linea per testare il farmaco tanto che Zaia, prima del via libera dell’Aifa, aveva espresso la volontà della propria Regione di sperimentare l’antivirale. La speranza resta quella di riuscire ad avere una nuova cura per tutti i pazienti che hanno contratto il virus anche se le autorità sanitarie preferiscono mantenere i piedi per terra.

Aifa: “Valutare l’impatto del farmaco nelle fasi iniziali della malattia”

Il via alla sperimentazione è solo un primo passo come confermato dalla stessa Aifa: “Dobbiamo valutare l’impatto del farmaco nelle fasi iniziali della malattia“.

Il direttore Nicola Magrini – ha confermato il ministro Speranza – mi ha comunicato che il Comitato sta sviluppando un programma di sperimentazione e ricerca per valutare l’impatto del farmaco nelle fasi iniziali della malattia. Nei prossimi giorni i protocollo saranno resi operativi come avvenuto già per le altre sperimentazioni in corso“.

Il ‘caso’ Giappone

La discussione sull’Avigan si è iniziata dopo che il farmacista romano, Cristiano Aresu, in un video ha rivelato gli effetti positivi che questo antivirale ha sui pazienti affetti da Covid-19.

L’Avigan è un antinfluenzale fino a poco tempo fa venduto in farmacia – ha detto l’italiano nel filmato qui hanno scoperto che somministrato ai primi sintomi di coronavirus, accettato con il tampone, blocca il progredire della malattia nel 91% dei casi“. Verifiche in corso anche se fino a questo momento non ci sono delle evidenze scientifiche.

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ultimo aggiornamento: 23-03-2020

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