Coronavirus, come funziona la truffa sulle mascherine

Coronavirus, come funziona la truffa sulle mascherine

La truffa cinese delle mascherine. Dispositivi venduti in Italia come Ffp2, ma filtravano solo il 36%.

ROMA – La truffa cinese sulle mascherine. L’emergenza coronavirus, soprattutto nella prima parte, ha visto molte persone sfruttare il momento di emergenza per guadagnare con la vendita dei dispositivi di protezione. E, come scritto da La Repubblica, in molti hanno venduto alcune mascherine come Ffp2, ma filtravano solo il 36% (le linee guida parlano del 95%).

Indagini che continueranno nelle prossime settimane per cercare di portare alla luce tutte queste truffe e risalire all’identità dei presunti intermediari che hanno trattato la vendita delle mascherine. E non sono escluse delle novità a breve.

Vaccini e mascherine, indagini in corso dei Nas

Le indagini sono in corso su vaccini e mascherine. Gli inquirenti stanno effettuando tutti gli approfondimenti per verificare se esiste un mercato nero per la vendita delle dosi da somministrare e dei dispositivi di protezione.

In questo momento a preoccupare sono soprattutto i vaccini. La situazione delle mascherine sembra essere risolta con la produzione che soddisfa le richieste degli italiani. I ritardi registrati sulla consegna delle dosi, invece, potrebbe portare ad un mercato nero per avere un numero maggiore di vaccini a disposizione.

Mascherine coronavirus

Il ruolo del commissario Arcuri

Ritardi che hanno fatto finire nel mirino anche il commissario Arcuri. Il Centrodestra da tempo chiede le dimissioni dell’amministratore delegato di Invitalia, ma il premier Draghi non ha ancora preso una decisione.

L’ipotesi più probabile sembra essere quella di una riduzione degli incarichi per consentire un impegno maggiore nella ricerca dei vaccini. Anche su questo argomento il presidente del Consiglio ha chiesto all’esecutivo di lavorare in silenzio. Una linea che deve essere tenuta anche dal Comitato tecnico-scientifico e dai suoi collaboratori.