Coronavirus, la variante californiana preoccupa gli Stati Uniti

Coronavirus, la variante californiana preoccupa gli Stati Uniti

Coronavirus, scoperta la variante californiana. La mutazione si diffonde rapidamente e potrebbe essere più letale.

ROMA – Coronavirus, scoperta la variante californiana. Il Covid-19 continua nelle sue diverse mutazioni e alcune diverse preoccupano gli scienziati. L’ultima è quella segnalata nel luglio 2020 in California e che in questi giorni si sta diffondendo rapidamente negli Usa.

Alcuni casi sono stati segnalati anche in Australia, Danimarca, Israele, Nuova Zelanda, Singapore e Regno Unito, ma la situazione sembra essere sotto controllo con i focolai isolati.

La variante californiana

La variante californiana preoccupa per la sua maggiore diffusione. Come quella inglese, anche la mutazione americana potrebbe avere una velocità di trasmissione più elevata del 40% rispetto al ceppo originale.

Gli studi sono in corso e nei prossimi giorni si potrebbero avere ulteriori informazioni. Alcune ricerche hanno evidenziato un numero maggiore di decessi, anche se il numero analizzato (308 casi) è troppo piccolo per individuare il reale effetto sulla mortalità di questa mutazione. Da capire anche l’efficacia dei vaccini su questa variante. I primi studi parlano di una immunità inferiore a quella britannica, ma superiore a quella sudafricana e brasiliana. Gli approfondimenti continueranno nelle prossime settimane per capire meglio la mutazione e individuare eventuali restrizioni per fermare la sua corsa.

Laboratorio coronavirus

Le varianti Covid

Le varianti del Covid continuano ad essere diverse. Molti Paesi, infatti, stanno proseguendo a sequenziare il virus per verificare le mutazioni dal ceppo originale.

Al momento, le più preoccupanti sono le varianti scoperte in Brasile, in Sud Africa e in Gran Bretagna. Le prime due ridurrebbero l’efficacia del vaccino, mentre la terza sarebbe solo più contagiosa rispetto al ceppo originale. Nelle ultime settimane è stata scoperta anche quella californiana. Gli studi sono ancora agli inizi e si proseguirà nei prossimi giorni per capire meglio gli effetti di questa mutazione sia sulla trasmissibilità e sui vaccini.