Corruzione, indagati Oliverio (Pd) e Occhiuto (FI)

Associazione a delinquere e corruzione, nel registro degli indagati Mario Oliverio (Pd), Mario Occhiuto (FI) e Nicola Adamo (Pd).

Nuovo terremoto giudiziario in Calabria, con l’iscrizione nel registro degli indagati di Mario Oliviero, presidente della Regione Calabria in quota Partito democratico, e Mario Occhiuto, sindaco di Cosenza in quota Forza Italia. I due sono al centro di un’indagine per corruzione.

Corruzione, turbativa d’asta e associazione a delinquere: venti persone nel registro degli indagati

Sono circa venti le persone raggiunte da un’avviso di conclusione delle indagini su un caso di associazione a delinquere, frode nelle pubbliche forniture, turbative d’asta e corruzione.

Guardia di Finanza
Fonte foto: https://www.facebook.com/pg/Guardia-di-Finanza

Indagati anche Oliverio, Occhiuto e Nicola Adamo

Tra gli indagati spiccano i nomi del presidente della regione Calabria Mario Oliverio, quello del sindaco di Cosenza Mario Occhiuto e quello di Nicola Adamo (Partito democratico).

Le indagini degli inquirenti sulla metropolitana leggera e sul nuovo ospedale di Cosenza

Le indagini degli inquirenti hanno interessato i lavori per la realizzazione della metropolitana leggera a quelli per la costruzione del nuovo ospedale di Cosenza.

Il ruolo dei politici secondo le ipotesi investigative

Secondo le ipotesi investigative, Oliverio e Adamo avrebbero promosso la formazione di una rete criminale, una vera e propria associazione a delinquere finalizzata a una serie di reati contro la pubblica amministrazione.

Mario Oliverio: Contrasterò la feroce gogna

Il presidente della regione Calabria ha voluto commentare la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati con una lunga nota ufficiale in cui ha voluto ribadire la propria innocenza. Oliverio ha inoltre voluto sottolineare come alcuni reati a lui contestati sarebbero stati commessi dal suo ufficio ma prima del suo insediamento a capo della regione.

Mi si contestano scelte politiche e/o tecniche, cui si “abbinano” ipotesi di reato, alcune (vedi gara di appalto metropolitana di Cosenza) operate nel 2014, cioè precedentemente al mio insediamento alla guida della Regione mentre, per altre, come la realizzazione del nuovo ospedale di Cosenza, è stato prodotto, come è noto, il solo studio di fattibilità, tra l’altro da parte dell’Azienda Ospedaliera. Sono quanto mai certo che, anche in questa occasione, nessun Giudice condividerà una simile impostazione accusatoria, che intravede sospetti di reato in normali condotte di natura politica, nel senso aristotelico del termine.

Un dato sintomatico, che andrà pure approfondito, è quello che attiene ad un’indagine che è iniziata a fine 2014, ovvero il giorno stesso del mio insediamento alla guida della Regione e che si è, guarda caso, conclusa verso la fine dello stesso, nel 2019! Questo ennesimo avviso di garanzia mi porta ad esprimere profonda amarezza per quanto mi sta accadendo. Non posso in alcun modo accettare di essere additato come il promotore di un’associazione per delinquere con lo scopo di commettere una serie indeterminata di delitti contro la Pubblica Amministrazione.

Ebbene, ribadisco, come già fatto in altre occasioni, che combatterò con tutte le mie energie per dimostrare la mia assoluta estraneità ai fatti contestati. La mia non vuole essere una sfida rivolta agli apparati giudiziari ed investigativi. E’ solo l’unico modo che, come politico, cittadino e uomo, mi resta per contrastare questa feroce gogna cui sono sottoposto, posso ora dirlo, dal primo giorno del mio insediamento“.

ultimo aggiornamento: 07-05-2019

X