Trombosi, cos’è e quali sono i sintomi

Trombosi, cos’è e quali sono i sintomi

Cos’è la trombosi e quali sono i sintomi. Quali sono i fattori di rischio e come possiamo prevenire la malattia.

Durante la campagna di vaccinazione contro il Covid, diversi Paesi europei hanno sospeso la somministrazione delle dosi di alcuni lotti del vaccino AstraZeneca per problemi nella coagulazione del sangue e casi di trombosi. Ma che cos’è?

Cos’è la trombosi

Per provare a spiegare effettivamente di cosa stiamo parlando abbiamo deciso di affidarci alla scheda presente sul sito della Fondazione Veronesi, che non possiamo non riconoscere come un’eccellenza nel campo della medicina.

“La trombosi è la terza malattia cardiovascolare più comune e comprende due condizioni interconnesse: l’embolia polmonare e la trombosi venosa profonda. A determinarla è la presenza di un trombo (coagulo di sangue) in un’arteria o in una vena. Il coagulo può essere composto da un’aggregazione di cellule ematiche che ostruiscono o rallentano la normale circolazione sanguigna e che possono migrare e spostarsi in un organo vitale, con conseguenze potenzialmente fatali. A seconda del tipo di vaso coinvolto, si parla di trombosi venosa o arteriosa. I trombi nelle arterie sono più pericolosi, perché bloccano l’arrivo dell’ossigeno con il sangue, fino a far morire alcune cellule (infarto del miocardio, ictus cerebrale, ischemia periferica). I trombi nelle vene sono più subdoli, perché rallentano il ritorno del sangue al cuore, e la parte liquida del sangue fuoriesce dal vaso, gonfiando i tessuti circostanti (edema)”.

Ospedale

Quali sono i sintomi

La grande insidia è che spesso la trombosi venosa profonda è asintomatica. Questo è evidentemente un problema. Chi avverte i sintomi segnala dolore al polpaccio, gonfiore alla caviglia o ai piedi, rossore e un riscaldamento della zona interessata.

Le cause e la prevenzione

È difficile fare una panoramica della cause. Di certo possiamo dire che lo stile di vita risulta fondamentale tanto per prevenire che per curare.

Una vita sedentaria è un fattore di rischio. Ad esempio anche in occasione di lunghi viaggi è bene sostare e alzarsi in piedi per camminare. Fumare e bere alcolici sono vizi che aumentano i rischio.

Sempre stando alle indicazioni della Fondazione Veronesi, i fattori di rischio sono:

Età
Obesità
Intervento chirurgico
Storia di tromboembolia venosa
Scarsa mobilità
Processi infettivi acuti
Malattie polmonari croniche
Vene varicose
Ictus cerebrale
Uso del catetere venoso centrale