Una strategia di politica economica volta a favorire la produzione nazionale

Cosa significa Protezionismo Economico? Scoraggiare le importazioni mirando idealmente all’autarchia economica. Nei secoli questo concetto si è adattato alle nuove esigenze dell’economia globale che caratterizza la finanza odierna.

Gli strumenti doganali del protezionismo

Nel corso dei secoli questa politica economica si è avvalsa di strumenti che sono rimasti grossomodo invariati nel tempo. A livello doganale un Paese che intenda perseguire una politica protezionista impone dei dazi sulle merci importate. Si rende in questo modo più alto il prezzo finale delle merci estere sul mercato interno, inducendo il consumatore medio ad acquistare quelli di produzione nazionale.

Dazi di questo tipo possono essere applicati anche alle merci esportate, in particolare alla materie prime, al fine di ostacolare l’economia dei paesi che non dispongono delle stesse risorse.

Un sistema non altrettanto corretto, ma comunque messo in atto numerose volte nel corso della storia consiste nel sottoporre le merci di importazione a controlli, quarantene e misure sanitarie che ufficialmente non hanno il fine di ostacolarne il transito attraverso le dogane ma che di fatto rendono praticamente impossibile l’importazione di beni.

Cosa significa Protezionismo Economico nel mercato globale?

Il Protezionismo Economico vide le proprie origini tra il Seicento e il Settecento. Chiamato originariamente mercantilismo, veniva applicato in particolare a quei settori della produzione che soffrivano della concorrenza delle merci importate dall’estero, in maniera da favorire da un lato la crescita di quel settore nella speranza che raggiungesse il livello qualitativo dei prodotti esteri; dall’altro lato si intendeva abbassare il tasso di disoccupazione impiegando manodopera nazionale nel settore di cui si stava favorendo l’espansione.

A seguito della globalizzazione economica e finanziaria che ha caratterizzato gli ultimi decenni il protezionismo ha assunto la forma del neoprotezionismo. Ne è un esempio lampante la politica economica dell’Unione Europea, che favorisce gli scambi tra stati che hanno sottoscritto un accordo a scapito di stati che rientrano tra i firmatari.

Non sempre la politica neoprotezionista è manifesta. Studiosi accreditati ritengono che la politica protezionista messa in atto dalla UE nei settori produttivi più deboli sia stata applicata anche a molti altri settori a seguito della crisi economica mondiale del 2008 e che questa misura non abbia fatto altro che velocizzare l’estensione della crisi ad altre aree economiche del globo.

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ultimo aggiornamento: 26-04-2017


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