Cosa sono gli NPL, o crediti deteriorati? Un pericolo per l’UE

Una costante insidia per il sistema bancario

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I creditori inadempienti generano crediti di cattiva qualità o deteriorati, che impoveriscono il sistema bancario: ecco cosa sono gli NPL.

Cosa sono gli NPL e perché costituiscono un pericolo per la solidità di un istituto finanziario?

Le banche e gli altri istituti finanziari generano introiti dalla concessione di denaro in prestito. Sulla restituzione del capitale imprestato viene applicato un certo tasso di interesse da cui, sommando altre spese gestionali, si arriva alla determinazione del TAEG.

L’interesse che i creditori delle banche pagano alle banche viene reinvestito dagli istituti di credito al fine di creare ulteriori introiti e concedere ulteriori prestiti ad altri clienti.

Qualora un creditore non dovesse rispettare il proprio piano di ammortamento, genererebbe una falla nelle finanze della banca, che si troverà costretta ad avere meno denaro a disposizione per i propri investimenti. E’ questo il motivo fondamentale per cui è necessario che le banche riducano al minimo il numero dei creditori inadempienti e i crediti deteriorati (Non Performing Loans).

Un credito si definisce correttamente deteriorato quando il creditore è in ritardo di almeno 90 giorni sul pagamento dell’ultima rata.

Come gli NPL danneggiano la politica monetaria dell’Eurozona

L’economia dell’Eurozona è fondata sull’erogazione di prestito bancario originato dalla BCE e indirizzato alle banche dei vari Paesi dell’Unione.

La BCE può alzare e abbassare i tassi di interesse con cui concede denaro in prestito alle banche d’Europa al fine di mantenere l’inflazione prossima alla soglia del 2%. Se però i crediti deteriorati dovessero minare sensibilmente le finanze di un istituto di credito questo meccanismo diverrebbe meno efficace, poiché la banca in questione non avrebbe più risorse per pagare alla BCE i tassi di interesse richiesti.

Per dare una misura del fenomeno a livello nazionale: nel 2015 la somma di tutti gli NPL equivaleva al 10% del PIL.
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