Cosa sono i CryptoKitties? Qualche genio ha unito gattini e criptovalute

I CryptoKitties sono una delle tante manie nate su Internet. Si tratta di allevare gattini digitali, ma la tecnologia al di sotto è serissima.

I CryptoKitties sono gattini digitali: in buona sostanza si tratta di poco più di un’immagine e di una serie di dati che possiamo controllare attraverso un sito Internet. Quello che fa davvero sensazione però è quello che succede nel mercato intorno a questi cuccioli digitali. Il più caro della storia, noto come Dragon infatti è stato comprato per la cifra record di 600 ethereum che al momento dell’acquisto equivalevano a più di 170 mila dollari.

Chiariamo: normalmente CryptoKitty è un passatempo molto meno costoso ma, come ogni volta che in qualche modo subentra il collezionismo, c’è sempre qualcuno disposto a fare follie. E i creatori di CryptoKitty probabilmente lo sapevano benissimo.

CryptoKitty, il gioco dei gatti che spiega le blockchain

Per la verità il gioco è abbastanza semplice: dopo esserci iscritti al sito ufficiale possiamo “adottare”, cioè acquistare uno o più CryptoKitty, dargli un nome e poco altro. Qui scatta il meccanismo interessante: ognuno di questi gattini è unico e ha una serie di caratteristiche genetiche. Facendo accoppiare i gatti fra quelli del nostro “allevamento” e quelli degli altri proprietari, possiamo ampliare la nostra colonia felina.

Ogni CryptoKitty ha una combinazione di Cattributes che lo rendono unico. Alcuni CryptoKitties possono sviluppare mewtations, cattributes particolarmente rari.

Cryptokitties Cattributes

Il “mercato” sostanzialmente si svolge in due modi: vendendo i CryptoKitty oppure offrendoli per l’accoppiamento. Fino qui nulla di strano o di nuovo. La vera novità è che il gioco si appoggia alla blockchain di Ethereum e fa uso degli smart contract, ovvero le transazioni intelligenti che si possono effettuare nell’ecosistema delle criptovalute, Ethereum in particolare.

 CryptoKitty, tecnologia serissima

CryptoKitties usa la criptovaluta Ether, il più famoso degli altcoin, cioè le criptovalute diverse da bitcoin. Qualsiasi attività come l’allevamento di CryptoKitties comporta il pagamento di gettoni Ether alla rete Ethereum. In questo modo si rimborsa chi gestisce i nodi Ethereum per la loro potenza di calcolo che mettono a disposizione. Gli Ether sono anche la valuta utilizzata per la compravendita.

L’aspetto affascinante è che ogni CryptoKitty in realtà è un digital asset, cioè un bene digitale che esiste all’interno della Blockchain di Ethereum. Tecnicamente, ogni CryptoKitty è un token ERC-721 (uno standard nato proprio per regolamentare i beni digitali) memorizzato nella Blockchain.

Quello che succede dopo è ancora più interessante: ogni operazione all’interno di CryptoKitty è gestito con uno smart contract, cioè un contratto digitale. Il meccanismo è esattamente lo stesso dei contratti digitali più seri: bisogna avere un “portafoglio” di appoggio, pagare i costi di gestione, attendere i tempi di elaborazione della rete e così via.

Cryptokitties Wallet

Alla fine di tutto, “adottare” un CryptoKitty non particolarmente raro costa intorno fra un’euro e mezzo e due nel mondo reale. Infine, dal momento che si tratta di una “applicazione decentralizzata”, in pratica è indipendente dai suoi sviluppatori. Se l’azienda che gestisce il sito dovesse chiudere domani, i nostri criptomicetti continuerebbero a vivere all’interno della Blockchain. Il che fa molto Transcendence, ma è comunque affascinante dal punto di vista informatico.

Ogni smart contract è regolarmente valido e registrato e si può tracciare (per esempio sul sito Etherscan.io), insomma, i CryptoKitty, oltre a una mania per nerd, sono anche un modo curioso per capire il mondo delle Blockchain e degli smart contract, senza particolari difficoltà o rischi.

Cryptokitties transazione

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ultimo aggiornamento: 15-09-2018

Massimiliano Monti

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