Cosa significa NEET e quali sono i pericoli per la generazione Né-Né?

Giovani choosy o pigri?

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Nuove generazioni allo sbando, prive di obiettivi o prive della possibilità di costruirsi un futuro: cosa significa NEET e quali sono gli aspetti più preoccupanti del fenomeno.

Cosa significa NEET o Né – Né?

Quest’espressione, utilizzata in diverse lingue tra cui inglese e spagnolo, indica quelle persone teoricamente abili all’impiego e in età lavorativa, che non stanno seguendo un percorso di formazione (scolastica o extrascolastica) e non sono attivamente impegnati nella ricerca di un impiego. 

La situazione in Italia è particolarmente grave, dal momento che il nostro paese risulta secondo soltanto al Messico nella graduatoria del 2012 che indica la diffusione del fenomeno. Altri paesi in cui i giovani NEET costituiscono una percentuale significativa della popolazione tra i 15 e i 29 anni, sono Giappone e Cina, Corea del Sud e Regno Unito. Proprio nel Regno Unito sono nati i primi studi in merito all’andamento statistico della situazione.

In Italia, contrariamente a ogni luogo comune, è la ricca provincia di Varese a far registrare i dati più preoccupanti: nel 2015 i NEET erano il 21,4%. Il dato più preoccupante registrato al Sud è invece il progressivo calo di iscrizioni all’Università a causa di diversi fattori: la crisi economica che rende troppo onerosi i costi della formazione dei giovani per molte famiglie italiane, la perdita di fiducia nell’istruzione superiore come strumento per l’ottenimento di un impiego stabile.

Garanzia Giovani a sostegno dei NEET

I NEET sono una fascia di popolazione esclusa o che si autoesclude dalla vita produttiva. 

Gran parte dei NEET non ha intenzione di continuare gli studi (il 20% dei NEET è già laureato) ma avrebbe intenzione di trovare un impiego.

Le difficoltà a trovare un’occupazione stabile e la costante precarietà economica escludono di fatto questi giovani dalla società attiva.

E’ a questa categoria che si rivolge il programma Garanzia Giovani, con il quale da diversi anni il Governo Italiano promuove la formazione e l’inclusione dei giovani disoccupati nel mondo del lavoro.

Vi è però un’altra categoria di NEET, pericolosamente poco visibile, che si è autoesclusa dalla vita scolastica e lavorativa perché incapace di far fronte a qualsiasi impegno e di assumersi una qualsiasi responsabilità. I motivi possono essere svariati: situazioni economiche e familiari disagiate, interruzioni nel percorso scolastico, esclusione sociale dovuta a varie cause.

Come farà fronte l’Italia alle necessità di questa generazione?
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