Un fattore fondamentale per qualsiasi investitore

Cos’è l’orizzonte temporale? E’ il lasso di tempo lungo il quale un investitore può mantenere inalterata la sua attività finanziaria senza cambiare radicalmente strategia.

L’orizzonte temporale e il tipo di investimento

L’orizzonte temporale viene definito normalmente breve o lungo.

In economia si definisce lungo il periodo in cui si riesce a compiere un intero ciclo produttivo. 

Si definisce invece breve qualsiasi periodo in cui il ciclo di produzione non si completa. Sul breve periodo si da per scontato che rimangano fissi i costi dei mezzi produttivi (materie prime, attrezzature, manodopera).

Naturalmente si tratta di definizioni puramente indicative, dal momento che l’orizzonte temporale di un’attività produttiva varia a seconda del tipo di attività a cui è correlato.

Un’azienda agricola ad esempio avrà un concetto totalmente diverso di “breve termine” rispetto a un’azienda che produca apparecchi informatici. La differenza sostanziale sta tutta nella velocità di evoluzione del mercato e del tempo strutturalmente necessario ad attuare un ciclo di produzione completo nei diversi settori.

Cos’è l’orizzonte temporale e cosa può fare un’azienda o un investitore all’interno di esso?

Sul breve periodo un’azienda è in grado di

  • aumentare o diminuire la produzione
  • chiudere

Sul lungo periodo un’azienda può

  • entrare o uscire da un settore di produzione
  • aumentare o diminuire la capacità del proprio impianto produttivo

Sul lungo periodo invece può concretamente avvenire qualsiasi cosa. Si danno per assodate variazioni del costo delle materie prime, degli immobili e della manodopera. 

A livello del mercato finanziario invece possiamo definire breve periodo un orizzonte temporale che vada da 1 a 3 mesi, medio periodo un orizzonte temporale che tocchi i 12 mesi e lungo periodo qualsiasi investimento che superi la duration di un anno.

A seconda della liquidità di cui si dispone e del portafogli di titoli che si intende mettere assieme, si propenderà per un’asset allocation strategica se si intende ottenere ricavi sicuri e sul lungo periodo; si sceglierà invece un’asset allocation dinamica se si stabilisce di seguire da vicino le fluttuazioni finanziarie adeguando ad esse i propri investimenti.

Un fattore determinante per la scelta tra il breve e il lungo periodo è anche la disponibilità del capitale: se un imprenditore può privarsi del capitale che intende investire per un breve periodo e ha bisogno di recuperare utili il più velocemente possibile non potrà in alcun modo dedicarsi agli investimenti sul lungo periodo, ma potrà trovare più fruttuosa la speculazione.

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