Vaccino Covid, l’Italia investe su quello italiano: 81 milioni a ReiThera da Invitalia, la sperimentazione passa alla seconda fase.

Alle prese con i ritardi nella consegna delle dosi del vaccino contro il Covid di Pfizer-BioNTech e AstraZeneca, l’Italia punta su quello italiano e investe ben 81 milioni su ReiThera.

Vaccino coronavirus
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Vaccino Covid, l’Italia investe su quello italiano: 81 milioni su ReiThera

La scelta dell’Italia è comprensibile. Il nostro Paese aveva iniziato nel migliore dei modi la campagna di vaccinazione, ora drammaticamente frenata per la mancanza di dosi. Pfizer ha ridotto le consegne e AstraZeneca ha già fatto sapere che nella prima fase non riuscirà a rispettare le consegne concordate. Ovviamente il nostro Paese e l’Ue in generale pagano la concorrenza con colossi in grado di investire tanti soldi sulla campagna di vaccinazione. C’è una sorta di corsa alle dosi. La produzione non è infinita e qualche incidente di percorso è inevitabile. Solo che sono iniziati molto presto.

L’Italia spera di uscire da questa fase di stallo investendo sul made in Italy, quindi sul vaccino di ReiThera contro il Covid. Il nostro Paese sembra intenzionato a fare sul serio come confermato dalla notizia secondo cui Invitalia acquisirà una partecipazione del 30% del capitale dell’azienda. Il problema è che i tempi potrebbero essere lunghi e l’iter per l’approvazione da parte dell’Ema potrebbe essere avviato solo dal mese di giugno, almeno stando al calendario ipotizzato.

Vaccini
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AstraZeneca risponde alle accuse

A proposito dei ritardi e nei problemi legati alla consegna delle dosi, Pascal Soriot, Ceo di AstraZeneca, è intervenuto ai microfoni de la Repubblica facendo sapere che sono infondate le accuse secondo cui la società abbia venduto le dosi ad altri Paesi.

“Siamo stati piuttosto specifici con l’Ue. Certo, anche noi siamo delusi, perché ci piacerebbe riuscire a produrre di più. A febbraio riusciremo a consegnare all’Europa una quantità soddisfacente, molto simile a quanto fatto da altri fornitori su base mensile. Stiamo lavorando in centinaia, anzi migliaia, 24 ore su 24, sette giorni su sette per risolvere i problemi. Molti di noi non hanno preso nemmeno le vacanze a Natale”, ha dichiarato Soriot.


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