Pregliasco, “Abbiamo ancora un serbatoio di mezzo milione di positivi, ovvero persone che possono contagiare altri in varia forma e con varia intensità”.

Secondo il Professor Pregliasco l’emergenza Covid potrebbe non essere definitivamente alle spalle e a settembre l’Italia potrebbe dover fare i conti con un nuovo picco di contagi. Un’ipotesi che circola da tempo nonostante i buoni risultati ottenuti fino a questo momento con la campagna di vaccinazione, che dovrebbe concludersi entro la fine dell’estate con l’immunizzazione dell’ottanta per cento della popolazione.

Coronavirus
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Covid, il rischio di un nuovo picco di casi a settembre

Il Professor Pregliasco ha espresso la sua preoccupazione per la diffusione di quella che prima era nota come variante indiana nel Regno Unito.

“Dal punto di vista generale quello che si vede nel Regno Unito è la presenza della variante indiana, che potremmo avere anche noi. La scelta di rallentare la seconda dose per dare maggiore spinta alla vaccinazione, che stiamo facendo anche noi anche se in modo un po’ più mediato. E quindi le aperture possono dare questo elemento. Io da sempre dico apriamo con attenzione. Abbiamo ancora un serbatoio di mezzo milione di positivi, ovvero persone che possono contagiare altri in varia forma e con varia intensità. Per fortuna, quello che si vede in Inghilterra e che a mio avviso possiamo raggiungere anche qua è non avere un gran numero di casi gravi grazie alla vaccinazione dei soggetti fragili. Insomma l’elemento chiave è il vaccino che potrebbe metterci al sicuro”.

Il problema della variante indiana è che la nuova forma del Covid ha bucato la prima dose, contagiando chi non aveva completato il ciclo di vaccinazione.

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Possibili limitazioni per AstraZeneca

Inevitabile un commento su AstraZeneca a sui casi di trombosi registrati negli ultimi giorni. “Per il vaccino di AstraZeneca potrebbe essere utile valutare una limitazione dai 50 anni in su per le donne e dai 40 in su per gli uomini come elemento prospettico“, ha dichiarato ai microfoni dell’Adnkronos, specificando che la decisione spetta ovviamente all’Aifa.


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