Al via il totoministri che accompagna la crisi di governo di gennaio 2021: chi rischia e chi entra se dovesse prendere forma il Conte ter.

Partiamo dalle basi: alla mattina del 2 febbraio non è ancora chiaro come si concluderà questa crisi di governo, ma ovviamente nel confronto tra le forze di maggioranza usciranno i nomi dei ministri che rischiano e di quelli che potrebbero subentrare al loro posto. Ovviamente la priorità in questo momento è quello di trovare un accordo sul programma di governo che Roberto Fico dovrà presentare al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il tavolo di maggioranza e i lavori per il Conte ter

Dopo la fumata grigia del primo giorno di lavoro, le forze di maggioranza sperano di arrivare ad una sintesi sul programma nella mattinata del 2 febbraio, così che Fico possa recarsi dal Capo dello Stato con le carte in mano per sminare la crisi e allontanare definitivamente lo spettro delle elezioni e di un governo tecnico. È evidente che in occasione del confronto a tutto campo le forze incaricate di sostenere il nuovo governo dovranno parlare anche di nomi, e così parte il classico totoministri che accompagna ogni crisi. Nomi pesanti, come quello del Presidente del Consiglio, nomi chiave, come quelli nei ministeri più delicati.

Conte verso la conferma a Palazzo Chigi

Capitolo premier. Con ogni probabilità, se questa maggioranza dovesse effettivamente prendere forma, a Palazzo Chigi dovrebbe tornare il Presidente del Consiglio dimissionario Giuseppe Conte. Il premier è stato blindato da Pd e Movimento 5 Stelle e Italia Viva non ha interesse a passare per la forza politica che ha innescato una crisi solo per rovesciare il premier. Il tutto senza considerare che Renzi sostiene di non aver causato la crisi di governo. Lui dopo aver ritirato le ministre aveva chiesto un tavolo di confronto. È stato Conte a tirare dritto fino a rassegnare le dimissioni aprendo formalmente la crisi. Due letture diverse di una crisi che in pochi capiscono e che in fondo nessuno voleva davvero.

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte

I ministri che rischiano

Il confronto tra le forze di maggioranza dovrebbe infiammarsi invece almeno su due o tre ministeri chiave. Il Partito democratico chiede di confermare Speranza e Gualtieri per avere continuità per quanto riguarda la lotta al coronavirus e le trattative per il Recovery fund. Stando alle indiscrezioni che circolano, però, Renzi avrebbe tirato in ballo proprio il Ministero dell’Economia. Una ricostruzione accreditata ma non confermata, anzi, il mantra è che di nomi non si parla, sostiene che il leader di Iv abbia messo sul piatto quattro ministeri: Economia, Istruzione, Infrastrutture e Lavoro. Non vuole un cambio ai vertici di tutti e quattro i ministeri ma vorrebbe un cambio alla guida di due di questi quattro ministeri. In nome della discontinuità richiesta dall’inizio delle trattative.

Ministero dell’Economia, Gualtieri blindato

Per il Ministero dell’Economia circolano alcuni nomi di spessore come quello di Fabio Panetta, ex direttore generale della Banca d’Italia, o Ernesto Maria Ruffini, numero uno dell’Agenzia delle Entrate. La verità è che difficilmente si procederà con un avvicendamento al Mef.

Roberto Gualtieri
Roberto Gualtieri

Ministero dell’Istruzione, Azzolina sotto accusa

La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina è sul banco degli imputati sostanzialmente dall’inizio dell’emergenza coronavirus. La Lega di Salvini l’ha bersagliata e continua a bersagliarla. Il Movimento 5 Stelle la protegge, gli alleati di maggioranza dipende. Se cadesse non sarebbe una sorpresa clamorosa.

Lucia Azzolina
Lucia Azzolina

Ministero della Giustizia, nodo Bonafede

Il ministro Bonafede rappresenta un baluardo del Movimento 5 Stelle, un uomo di spicco e di spessore, l’uomo che ha presentato il Professor Avvocato Conte Giuseppe al popolo pentastellato. Per i 5 Stelle è irrinunciabile. Difficile che si proceda con una sostituzione.

Alfonso Bonafede
Alfonso Bonafede

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la De Micheli rischia

Se dovesse essere chiesta la sostituzione della De Micheli, con ogni probabilità non ci sarà un arrocco per difendere la ministra. Anche lei in questi mesi è stata al centro delle polemiche per la gestione del dossier Autostrade e per il nodo del trasporto pubblico, che ha rappresentato uno dei punti deboli della strategia anti-Covid.

Paola De Micheli
Paola De Micheli

Lavoro, Catalfo potrebbe essere tra i sacrificabili in nome del nuovo accordo

Al Lavoro la Catalfo potrebbe lasciare il posto per dare un segnale di discontinuità. Si tratta però di un Ministero chiave per il Movimento 5 Stelle in quanto è il cuore pulsante di quel Reddito di Cittadinanza che i renziani vorrebbero fermare.

Crisi di governo, il totoministri: chi entra

Abbiamo già fatto i nomi che circolano intorno al Ministero dell’Economia, possiamo aggiungere quello di Mario Draghi, che difficilmente entrerà in organico con le vesti di super-Ministro.

Per il Ministero della Giustizia, difficile da sfilare a Bonafede, si fanno i nomi di Francesco Greco, procuratore di Milano, Marta Cartabia, ex presidente della Consulta, e Andrea Orlando. Nel corso delle ore ha preso quota il nome di Paola Severino, che vanta un’esperienza al Ministero durante il governo presieduto da Monti.

Per il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti si parla di Maria Elena Boschi, ma con una ulteriore novità. Trasporti e Infrastrutture sarebbero separati in due ministeri, quindi due ministri differenti. La Boschi è accostata anche al ministero della Difesa. Passerebbe al posto di Guerini che verrebbe dirottato all’Interno al posto della Lamorgese in un clamoroso effetto domino.

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ultimo aggiornamento: 02-02-2021


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