L’astensione annunciata del Movimento 5 Stelle sul decreto Aiuti potrebbe causare una bufera. Scopriamo quali sono gli scenari.

Enrico Letta sembra voler chiedere una verifica, al fine di comprendere se c’è ancora una maggioranza o no. Questo evento sarebbe legato all’annunciata astensione del M5S rispetto al decreto aiuti. L’ultima telefonata tra Mario Draghi e Giuseppe Conte avrebbe portato a un ulteriore esame delle richieste pentastellate a Palazzo Chigi. Eppure, non si è trovato un accordo su tutti i passaggi. Da ciò, serve chiarezza: un dentro o fuori netto.

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Le parole di Letta

“La settimana prossima”, afferma Enrico Letta durante la Festa regionale lombarda dell’Unità, tenutasi a Melzo. Il dibattito, stando alle parole di Letta, non dovrebbe avvenire su un provvedimento singolo, ma sul “futuro del governo”. Da ciò, la discussione dovrebbe basarsi “sulle dichiarazioni programmatiche del presidente del Consiglio sulla base della quale ogni partito dica se vuole continuare o no. E sulla base di questo si decide se la legislatura si chiude o se si va avanti.

La destra vuole le elezioni

Fratelli d’Italia e Lega sembrano intenzionati a volere le nuove elezioni. Si parla di “piena sintonia nel centrodestra” in merito a questo punto. Il sottosegretario alla Difesa, Giorgio Mulè (FI), ha commentato la situazione: Bisognerebbe consultare i tarocchi, ma la versione nata a Firenze nel XV secolo: il nome del gioco è le minchiate. Peccato che qui sia in ballo il destino dell’Italia, se esce la luna nera il Paese va a rotoli”, spiega Mulè in un’intervista per Repubblica.

Mario Draghi
Mario Draghi

“Ho l’impressione che sta infilando tutti noi, intesi come cittadini, in un cul de sac”, commenta Mulè riferendosi al leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, il quale non può “fare il servo di due padroni. Se sei al Governo devi starci al 100 per cento. O dentro o fuori. Per Mulè, non votare il decreto Aiuti al Senato sarebbe un atto di irresponsabilità che condurrebbe l’Italia a una tragica fase di instabilità. È già stato grave avere voltato le spalle al provvedimento già alla Camera, mettendo al centro della discussione il no al termovalorizzatore. Il discorso del capogruppo dei 5 Stelle a Montecitorio è stato un atto di guerra nei confronti del Pd, una denuncia di tutto ciò che i principali alleati del Movimento non hanno fatto. Siamo alla tragicommedia, al b-movie”

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ultimo aggiornamento: 14-07-2022


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