La Procura di Genova ha chiuso le indagini sul crollo del ponte Morandi, crollato nell’agosto 2018 e costato la vita a 43 persone. Chiesto il processo per 59 persone.

GENOVA – Le indagini sul crollo del Ponte Morandi si sono concluse dopo quasi tre anni di lavori, nel corso dei quali sono stati eseguiti due incidenti probatori, uno sullo stato di salute del viadotto e un secondo sulle cause vere e proprie del crollo. La Procura del capoluogo ligure ha inviato gli avvisi per mezzo della Guardia di finanza.

Chiesto il processo per 59 indagati

La Procura di Genova ha chiesto il processo per 59 indagati. Sono otto le posizioni stralciate e su queste bisogna ancora indagare. Tre le archiviazioni relative ad altrettanti soggetti deceduti dalla tragedia ad oggi.

Gli indagati

Nel corso delle indagini, erano state iscritte nel registro degli indagati 71 persone più le due società Aspi e Spea. Tra i 71 ci sono ex vertici delle società e tecnici, ex e attuali dirigenti e tecnici del ministero delle Infrastrutture e del provveditorato. Gli avvisi di conclusione indagini sono 69. I pm parlano di “incoscienza”, “negligenza”, “immobilismo”, “comunicazioni incomplete, equivoche e fuorvianti” e “manutenzioni inadeguate”.

Ponte Morandi
Ponte Morandi

Il crollo del Ponte Morandi

La tragedia avvenne il 14 agosto 2018. In quel momento, sul viadotto della A10 transitavano decine di autoveicoli. Alle ore 11:36 la sezione del ponte che sovrasta la zona fluviale e industriale di Sampierdarena, lunga 250 metri, è improvvisamente collassata insieme al pilone di sostegno numero 9, provocando 43 vittime tra le persone a bordo dei mezzi che transitavano sul ponte e tra gli operai al lavoro nella sottostante isola ecologica dell’AMIU, l’azienda municipalizzata per la raccolta dei rifiuti. Dopo l’evento si è resa necessaria l’evacuazione per motivi precauzionali 566 persone residenti nelle case presenti sotto il pilone numero 10.

La Procura contro Castellucci

Nella relazione della Guardia di Finanza, riportata da TgCom24, è precisato che l’ad di Autostrade Castellucci parlava di rafforzare i tiranti dal 2010. Parole che avrebbero portato gli investigatori ad ipotizzare della conoscenza del manager del rischio crollo del Ponte.

La notizia tradisce – la replica dei legali di Castellucci – il pregiudizio che strumentalmente porta a mistificare la realtà sino al punto di ribaltarla […]. Nel corso della riunione l’ingegnere si è limitato a fare presente l’opportunità di considerare degli interventi di natura più complessiva“.

ultimo aggiornamento: 25-06-2021


Allarme per la variante Delta, la strategia dell’Italia

Incendio in una scuola di arti marziali, 18 morti in Cina. Tra le vittime anche bambini