La Procura di Genova ha chiuso le indagini sul crollo del ponte Morandi, crollato nell’agosto 2018 e costato la vita a 43 persone. La Gdf sta notificando gli atti.

GENOVA – Le indagini sul crollo del Ponte Morandi si sono concluse dopo quasi tre anni di lavori, nel corso dei quali sono stati eseguiti due incidenti probatori, uno sullo stato di salute del viadotto e un secondo sulle cause vere e proprie del crollo. La Procura del capoluogo ligure sta già inviando gli avvisi per mezzo della Guardia di finanza.

Gli indagati

Nel corso delle indagini, erano state iscritte nel registro degli indagati 71 persone più le due società Aspi e Spea. Tra i 71 ci sono ex vertici delle società e tecnici, ex e attuali dirigenti e tecnici del ministero delle Infrastrutture e del provveditorato. Gli avvisi di conclusione indagini sono 69. I pm parlano di “incoscienza”, “negligenza”, “immobilismo”, “comunicazioni incomplete, equivoche e fuorvianti” e “manutenzioni inadeguate”.

Ponte Morandi
Ponte Morandi

Il crollo del Ponte Morandi

La tragedia avvenne il 14 agosto 2018. In quel momento, sul viadotto della A10 transitavano decine di autoveicoli. Alle ore 11:36 la sezione del ponte che sovrasta la zona fluviale e industriale di Sampierdarena, lunga 250 metri, è improvvisamente collassata insieme al pilone di sostegno numero 9, provocando 43 vittime tra le persone a bordo dei mezzi che transitavano sul ponte e tra gli operai al lavoro nella sottostante isola ecologica dell’AMIU, l’azienda municipalizzata per la raccolta dei rifiuti. Dopo l’evento si è resa necessaria l’evacuazione per motivi precauzionali 566 persone residenti nelle case presenti sotto il pilone numero 10.


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