Cyber attacco all’oleodotto della Colonial Pipeline, uno dei più importanti negli Usa. Il 13 maggio si sblocca la situazione. Bloomberg, “pagato il riscatto”.

Si è sbloccata la situazione della Colonial Pipeline, la società che gestisce l’oleodotto paralizzato da un cyber attacco che ha avuto gravi ripercussioni anche sul mercato del petrolio. Nella giornata del 13 maggio il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha comunicato che il carburante è tornato a fluire e secondo Bloomberg la società avrebbe ceduto al ricatto accettando di pagare cinque milioni di dollari. Ossia la cifra chiesta dai malviventi per sbloccare i server della società.

Usa, il cyber attacco all’oleodotto Colonial Pipeline

Nella giornata del 7 maggio un cyber attacco ha paralizzato la Colonial Pipeline, la società che gestisce un oleodotto cruciale. Basti pensare che la Colonial Pipeline gestisce un oleodotto lungo 8.850 chilometri, attraversa 13 Stati e trasporta, a pieno ritmo, 378 milioni di litri di combustibili (anche per uso domestico) al giorno. I responsabili dell’attacco, allontanando ogni tipo di interesse o coinvolgimento politico, hanno chiesto un maxi riscatto da cinque milioni. L’attacco è stato messo a segno, secondo l’Fbi, dal gruppo DarkSide, un gruppo hacker gestito da una gang russa.

Il coinvolgimento di Mosca e la posizione di Joe Biden

Molti negli Stati Uniti guardano a Mosca e al Cremlino ipotizzando un coinvolgimento della Russia. Coinvolgimento escluso dal presidente Usa Joe Biden, il quale però ha espresso il suo desiderio di discutere della questione con Vladimir Putin.

Joe Biden
Joe Biden

13 maggio, fine dell’attacco informatico all’oleodotto

La Colonial Pipeline ha annunciato nella giornata del 13 maggio che la situazione sta lentamente tornando alla normalità ma che ovviamente serviranno diversi giorni perché si torni a lavorare a pieno regime. E non sorprende. Come abbiamo visto, si tratta di uno degli impianti più imponenti e più importanti degli Stati Uniti.

Bloomberg, pagati i 5 milioni per il riscatto

Secondo quanto riferito da Bloomberg, alla fine la società avrebbe deciso di pagare i cinque milioni richiesti dai malviventi, sbloccando così la situazione che iniziava a farsi drammatica dopo quasi una settimana di stop. La Colonial Pipeline non ha smentito la notizia così come non ha specificato come si sia risolta la questione.

Gli effetti dell’attacco all’oleodotto

In maniera marginale, l’attacco all’oleodotto ha avuto effetti anche sul prezzo della benzina alla pompa. Il rischio era uno stop prolungato potesse mandare in crisi diversi settori negli Usa e mettere in difficoltà i mercati. Non è chiaro come sia stata risolta la situazione. Quello che è certo è che non si sarebbe potuti andare avanti a lungo con la struttura paralizzata dagli hacker.


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