Danni allo Stadium, giusto redarguire: ma quelli fatti dagli juventini a San Siro che fine hanno fatto?

Premessa necessaria. Ogni atto di inciviltà, scorrettezza e violenza è da condannare. E così sia. Sull’onda lunga delle polemiche post Juventus-Milan, partita decisa al 95′ da un calcio di rigore realizzato da Dybala, sono emerse notizie sicuramente poco onorevoli di alcuni gesti compiuti dai rossoneri nello spogliatoio degli ospiti dello Juventus Stadium. Si parla di scritte oltraggiose non proprio in sintonia con la signorile tradizione milanista e poco consono con lo spirito di divertimento che dovrebbe reggere il mondo del Calcio. È vero che quanto accaduto in campo avrebbe messo alla prova i nervi di chiunque, ma è anche vero che un professionista deve distinguersi come tale.

San Siro, aprile 2010: i bianconeri autori di atti vandalici allo stadio

Restando ben ferma e valida la prima parte del nostro pensiero, non possiamo non evidenziare come la parità di giudizio sia un altro fattore fondamentale per il quieto vivere e per non esacerbare gli animi. Giusto dunque redarguire il Milan per quanto avvenuto nelle segrete dello Stadium, ma sarebbe stato anche giusto sottolineare quanto fatto dai giocatori della Juventus nel neanche tanto lontano aprile 2010 quando, in seguito a 2-0 incassato contro l’Inter, sfogarono la propria delusione nello spogliatoio del San Siro togliendo l’intonaco dal muro, conficcando tacchetti nelle porte e lasciandosi alle spalle qualche migliaio di euro di danni.

Se possiamo passare sopra a un replay che evidenzia erroneamente un fuorigioco inesistente, non possiamo passare sopra alla Storia, che ci piaccia o meno. Non crediamo nella truffe e in un calcio che si regge su due pesi e due misure. Fino a prova contraria.

milan

ultimo aggiornamento: 13-03-2017


Pirlo: “Rigore De Sciglio? C’è il tocco di mano, quindi ci sta”

Closing Milan, Fininvest e SES trattano ancora ma slitta la data della terza caparra