L’Istat presenta i dati sull’occupazione in Italia per quanto riguarda il 2020: nell’anno in analisi si registra un considerevole calo degli occupati.

Nel 2020 si registra un calo dell’occupazione senza precedenti: lo confermano i dati Istat presentati nella giornata del 12 marzo 2021.

Istat, i dati sull’occupazione per quanto riguarda il 2020

Stando ai dati forniti dall’Istituto, nel corso dell’anno sono andati persi più di 450.000 posti di lavoro. A farne le spese sono stati soprattutto i lavoratori con contratto a termine. Aumenta in maniera considerevole il numero degli inattivi di età compresa tra i 15 e i 64 anni.

“In termini tendenziali, l’occupazione è ancora in calo (-414 mila unità, -1,8% rispetto al quarto trimestre 2019), nonostante i dipendenti a tempo indeterminato aumentino di 98 mila unità (+0,7%); a diminuire sono soprattutto i dipendenti a termine (-383 mila, -12,3%), ma continuano a calare anche gli indipendenti (-129 mila, -2,4%).

La riduzione interessa sia gli occupati a tempo pieno sia quelli a tempo parziale, tra i quali l’incidenza del part time involontario raggiunge il 65,2% (+1,3 punti). Diminuiscono i disoccupati (-172 mila, -6,7% rispetto al quarto trimestre 2019), sia in cerca di prima occupazione sia con precedenti esperienze di lavoro, e si intensifica l’aumento del numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni (+403 mila, +3,1% in un anno). Il tasso di occupazione, pari al 58,2%, cresce in termini congiunturali (+0,3 punti rispetto al terzo trimestre 2020), ma è ancora inferiore di -0,8 punti a quello del quarto trimestre 2019. Il tasso di disoccupazione diminuisce, in termini congiunturali e tendenziali, mentre quello di inattività – tra le persone con 15-64 anni – aumenta soprattutto nel confronto con il quarto trimestre 2019″.

Istat
Fonte foto: https://www.facebook.com/IstatCensimentiGiornoDopoGiorno

Segnali di ripresa nel quarto trimestre del 2020

La buona notizia per quanto riguarda il mondo del lavoro è che nel quarto trimestre del 2020 si sono registrati segnali di ripresa, con un aumento degli occupati dello 0,2%. Parliamo di poco meno di 55.000 unità, numeri decisamente ridotti quindi, ma che assumono un valore differente se contestualizzati nel quadro dell’emergenza coronavirus. Il segnale è quello di un’Italia che prova a rimettersi in modo nonostante il dramma della crisi sanitaria e della crisi economica.

“Nel quarto trimestre 2020 le dinamiche del mercato del lavoro sono ancora influenzate dalle misure di contenimento dell’emergenza sanitaria. L’input di lavoro, misurato dalle ore lavorate, registra una diminuzione di -1,5% rispetto al trimestre precedente e di -7,5% rispetto al quarto trimestre 2019; il Pil subisce una contrazione del -1,9% e del -6,6%, rispettivamente. Il numero di occupati cresce di 54 mila unità (+0,2%) rispetto al trimestre precedente, per effetto dell’aumento dei dipendenti a tempo indeterminato – in termini assoluti superiore al calo di quelli a termine – e della lieve crescita degli indipendenti. Contestualmente, si registra una riduzione del numero di disoccupati (-122 mila) più consistente di quella degli inattivi di 15-64 anni (-10 mila)“, si legge nel comunicato stampa dell’Istat.


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