Istat, produzione industriale in crescita: +1,7% a gennaio

Istat, produzione industriale in crescita: +1,7% a gennaio

Buone notizie dall’Istat. Nel mese di gennaio la produzione industriale ha avuto una crescita dell’1,7%. Visco: “I rischi restano concreti”.

ROMA – I dati Istat fanno sorridere un po’ l’Italia. L’Istituto di statistiche a gennaio ha evidenziato una crescita della produzione industriale dell’1,7%. “Si registra – si legge nella nota – la prima variazione congiunturale positiva dopo quattro mesi di cali continui“. Guardando in base annua, invece, si ha una diminuzione dello 0,8%. Questo miglioramento è dovuto ad una crescita del settore industriale.

Per la prima volta dopo tanto tempo la produzione industriale italiana ritorna a sorridere per quanto riguarda la statistica mensile mentre su base annuale c’è una perdita più attenuata. Si attendono i dati del prossimo mese per cercare di capire se questa crescita verrà confermata oppure si è trattato di un picco isolato.

PX retribuzione
fonte foto https://pixabay.com/en/industrial-security-logistic-1636390/

Ignazio Visco frena i dati Istat: “La politica economica forse doveva essere più prudente”

I dati Istat fanno sorridere l’Italia anche se Ignazio Visco a margine della presentazione del libro di Pier Carlo Padoan predica calma: “Di fronte ai rischi concreti – riporta il sito di Repubblica che la nostra economia oggi corre, forse la politica di bilancio attuata avrebbe potuto essere più prudente soprattutto per quanto riguarda la composizione del bilancio“. Il governatore di Bankitalia cerca di allentare un po’ le tensioni con il governo: “Ci possono essere differenze di opinioni, ma il rispetto dell’autonomia c’è sempre. Non ho dubbi su questo né sui governi passati, né su questo“.

In conclusione Visco si sofferma sull’introduzione del bail-in e sul possibile ricatto della Germania: “C’è un dibattito – dichiara – se abbiamo fatto bene o male, se siamo stati ricattati o non ricattati, a sottoscrivere l’accordo bail-in. Il problema grosso lì è stato l’anticipo al 2016 anziché al 2018 che ha costretto ad una corsa per le 4 banche, che ha colpito sicuramente gli obbligazionisti subordinati“.

ultimo aggiornamento: 08-03-2019

X