David Milgaard è diventato il simbolo di uno dei più gravi errori giudiziari in Canada: condannato per l’omicidio di Gail Miller, è stato scagionato dopo 23 anni di carcere e l’esame del DNA.
A volte la cronaca nera cede il passo allo scandalo del fallimento giudiziario, rivelando la realtà di chi ha scontato anni di prigionia da innocente. Il caso di David Milgaard rappresenta uno dei più tragici esempi di errore giudiziario mai documentati. Il suo nome è rimasto legato all’omicidio di Gail Miller, una giovane assistente infermiera di 20 anni trovata uccisa a Saskatoon, in Canada, il 31 gennaio 1969. Per quel delitto Milgaard venne arrestato da ragazzo, processato e condannato all’ergastolo, prima che decenni dopo il caso crollasse del tutto.
Aveva soltanto 16 anni quando venne trascinato dentro l’inchiesta. Per anni continuò a proclamarsi innocente, mentre sua madre Joyce Milgaard portava avanti una battaglia ostinata per far riaprire il caso. Quella lotta è diventata una delle più note della storia giudiziaria canadese, proprio perché non riguardava solo la libertà di un figlio, ma il tentativo di smontare una condanna che col tempo appariva sempre più fragile.
David Milgaard: l’omicidio di Gail Miller e la condanna che gli cambiò la vita
La mattina del 31 gennaio 1969, Gail Miller uscì di casa per andare al lavoro. Poco dopo venne trovata in un cumulo di neve: era stata violentata e uccisa a coltellate. La brutalità del delitto scosse la città e mise enorme pressione sugli investigatori. In quel clima, l’attenzione si spostò rapidamente su David Milgaard, che si trovava a Saskatoon con alcuni amici durante un viaggio.

Il processo portò a una condanna pesantissima. Il 31 gennaio 1970, esattamente un anno dopo il delitto, Milgaard venne riconosciuto colpevole e condannato all’ergastolo. Le sue impugnazioni non bastarono a cambiare subito il corso della vicenda e il ragazzo finì per trascorrere in carcere gran parte della sua giovinezza e della sua vita adulta. È proprio questo uno degli aspetti che rendono il suo caso così drammatico: non un errore corretto in pochi mesi, ma una condanna sbagliata rimasta in piedi per oltre vent’anni.
La svolta con il DNA e l’assoluzione che ribaltò tutto
Il primo grande ribaltamento arrivò nel 1992, quando la Corte Suprema del Canada concluse che la condanna costituiva un errore giudiziario e raccomandò che fosse annullata con un nuovo processo. Pochi giorni dopo, il procedimento venne fermato e Milgaard uscì dal carcere, ma la piena innocenza non era ancora stata riconosciuta del tutto. La vera svolta arrivò nel 1997, quando gli esami del DNA esclusero definitivamente Milgaard e collegarono il delitto a Larry Fisher, poi condannato per l’omicidio di Gail Miller nel 1999.
Dopo lo scagionamento, David Milgaard ricevette nel 1999 un risarcimento da 10 milioni di dollari e divenne una delle voci più note in favore delle persone condannate ingiustamente. La sua vicenda ha lasciato un segno così forte da dare il nome, insieme a quello della madre Joyce, anche alla nuova legge canadese sulla revisione degli errori giudiziari approvata nel 2024. È anche per questo che il suo nome continua a tornare ancora oggi: perché la sua storia non racconta solo un delitto, ma una vita spezzata da una condanna sbagliata e poi restituita troppo tardi.