Il Pd ripresenta in Senato il Ddl Zan dopo sei mesi dalla bocciatura.

Dopo i sei mesi intercorsi dalla bocciatura, il Pd ripropone in Senato il testo della legge contro l’omotransfobia. Il Pd cerca di ottenere l’ok del ddl Zan entro la fine della legislatura. “Per noi una legge contro i crimini d’odio è fondamentale” sottolinea la senatrice Monica Cirinnà promotrice della legge sulle unioni civili.

Il disegno di legge a firma del deputato veneto Zan, dopo l’approvazione alla Camera, a ottobre scorso si è fermato nella Camera Alta. A bloccare la legge è stata la “tagliola” proposta da Lega e FdI. Oggi ritorna il testo ripresentato dal segretario Letta. Il dem annuncia che “la battaglia non è stata mai abbandonata” riproponendo la versione originale del testo senza alcune modifiche.

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Il testo va approvato entro la fine della legislatura

Il segretario dem ricorda il brutto episodio dell’applauso in Senato: “E’ una pagina francamente brutta della storia del Parlamento quell’applauso di scherno“. Inoltre, Letta annuncia che questa legge “non è una bandiera” ma sono aperti anche alle altre parti politiche. Per il Pd è necessario e fondamentale che questa legge sia approvato entro la fine di questa legislatura e si dice disposto ad accettare anche eventuali modifiche. “Riteniamo che sia possibile e doveroso approvarlo entro la fine di questa legislatura anche con alcune modifiche” si esprime fiducioso il segretario del Pd.

L’iter del ddl Zan deve ricominciare da capo trovando l’approvazione prima in Commissione e poi in Aula in entrambe le camere del parlamento. Ma come ha dichiarato Letta “sarebbe una sconfitta chiudere la legislatura senza l’approvazione di questo provvedimento” che ancora manca nel nostro paese ed è ancora necessario. Per far sì che venga approvata la legge, anche il primo firmatario Zan ha aperto a idee e suggerimenti e proposte da parte di tutte le forze politiche “senza rinunciare alla tutela di tute le persone vittime di crimini d’odio.” L’Italia, insieme agli ultra conservatori nazionalisti Ungheria e Polonia è l’unico paese in cui non esiste una legge che protegge contro i crimini d’odio.

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ultimo aggiornamento: 05-05-2022


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