Il Tar ordina lo stop agli impianti dell’ex Ilva. Decisione confermata anche dal Consiglio di Stato.

TARANTO – Resta la decisione dello stop agli impianti dell’ex Ilva. Dopo la sentenza del Tar del Lecce, ArcelorMittal ha presentato una richiesta di sospensiva al Consiglio dello Stato. Ricorso rigettato dai giudici. Confermata, quindi, la richiesta di sospendere entro 60 giorni l’attività dell’area caldo.

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La sentenza del Tar

La sentenza del Tar è arrivata nella giornata di sabato 13 febbraio 2021. Nel documento, riportato da La Repubblica, si legge che la multinazionale deve entro due mesi spegnere gli impianti perché “sussiste una situazione di grave pericolo per la salute dei cittadini, connessa dal probabile rischio di ripetizione di fenomeni emissivi in qualche modo fuori controllo e sempre più frequenti, forse anche in ragione dell’ormai età avanzata degli impianti tecnologici di produzione“.

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Melucci: “Chiediamo un incontro con il premier Draghi”

La vicenda è stata commentata anche dal sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci: “Io sono sicuro che tra le priorità del presidente Draghi ci possa essere la convocazione di un tavolo per l’accordo di programma sul Siderurgico per evitare conseguenze più complesse da gestire di quanto già non lo siano, come rilevato da questa sentenza […]. I principi della sentenza richiamano la transizione tecnologica ed ecologica ed ignorarli significa creare tanta confusione e preoccupazione nei lavoratori […]. Il presidente Emiliano ha già fatto i passaggi informali per dichiarare la nostra volontà, in un clima assolutamente costruttivo e pacificato, di fare con il nuovo governo una valutazione intorno al futuro dello stabilimento siderurgico”.

Possibile, quindi, un incontro tra lo stesso premier Draghi e il sindaco di Taranto per fare il punto della situazione e trovare una soluzione su un tema molto delicato.

Confindustria: “Non chiudere l’area caldo”

La decisione del Tar non è condivisa da Confindustria: “Evitare lo spegnimento dell’area caldo – si legge in una nota, riportata dall’Ansainterrompere la produzione e la fornitura dell’acciaio prodotto a Taranto mette in seria difficoltà le intere filiere della manifattura italiana che ne hanno necessità”.

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ultimo aggiornamento: 19-02-2021


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