Dl dignità, Di Maio: “Relazione manomessa”

Decreto dignità, Luigi Di Maio punta il dito: gli ottantamila posti di lavoro che farebbe perdere il provvedimento non sono un numero inserito dal MoVimento. Botta e risposta con il Mef.

Non accennano a placarsi le polemiche intorno al decreto dignità, con Luigi Di Maio indignato che parla del complotto delle lobby contro di lui e contro il governo. La polemica è stata scatenata, come spesso accade nella nuova politica, da un video postato su Faceboo dal vicepremier pentastellato.

Decreto dignità, Di Maio: “Questo decreto ha contro lobby di tutti i tipi”

Leggo sui giornali che questo decreto farebbe perdere 80mila posti di lavoro – ha dichiarato Di Maio parlando al popolo di Facebook. Ma non c’è scritto da nessuna parte. C’è un altro numero nella relazione che accompagna il decreto, il numero di 8mila. Ci tengo a dirvi che quel numero è apparso la notte prima che il decreto venisse inviato al Quirinale. Non è un numero messo dal governo. Quel numero per me non ha nessuna validità, perchè nessuno ha spiegato davvero cosa significava

La verità è che questo decreto dignità ha contro lobby di tutti i tipi – conclude Di Maio puntando il dito. Non è una cosa che ci hanno messo i miei ministeri, non è una relazione che hanno chiesto i miei ministeri e soprattutto la relazione non è stata chiesta dai ministri della Repubblica“.

Di seguito il video pubblicato sulla propria pagina Facebook da Luigi Di Maio:

In viaggio verso Matera per festeggiare anche lì il nostro bye bye ai vitalizi. Collegatevi alla diretta che ho qualche novità 😉

Pubblicato da Luigi Di Maio su Sabato 14 luglio 2018

Dal ministero dell’Economia: nessun intervento esterno

Immediata, dura e inevitabile la risposta dal Ministero dell’Economia: “Le relazioni tecniche sono presentate insieme ai provvedimenti dalle amministrazioni proponenti, così anche nel caso del decreto dignità, giunto al Mef corredato di relazione con tutti i dati, compreso quello sugli effetti sui contratti di lavoro della stretta anti-precarila Ragioneria generale dello Stato prende atto dei dati riportati nella relazione per valutare oneri e coperture“.

Nessuna manomissione dunque al lavoro di Luigi Di Maio e di tutto il Movimento Cinque Stelle che si stringe intorno al proprio leader e punta il dito contro gli oppositori e le lobby, accusate di voler ostacolare il lavoro del governo per mantenere intatti i propri privilegi.

La replica di Di Maio: “Io non ho nominato il Mef…”

Ma non è finita. Alla risposta del Ministero dell’Economia è arrivata la replica dello stesso Luigi Di Maio: “Sono veramente sbalordito. La prossima volta metterò sotto scorta il decreto quando lo mando in giro. Non ho capito perchè abbia reagito il Mef, io non ho nominato il Mef. Sto solo dicendo che non è la parte politica ad avere inserito quei numeri nella relazione tecnica“.

Iscriviti alla Newsletter:

Acconsento all’invio di newsletter di Delta Pictures

ultimo aggiornamento: 15-07-2018

Nicolò Olia

X